Sui gradini della notte di Mario Prontera

A Carmen
(dal latino = poesia)

La mia Poesia è
uno spiffero di brezza marina
di metà novembre,
carica del sapore acre del sale,
sferzante come un ceffone di ghiaccio,
ondeggiante come la biada
al suono stonato del vento,
tremula come le stelle di questa notte
che mi corteggia e mi contende,
sfiduciata, alla morte.

5 luglio 2005

***

Certe sere… d’estate
A Gloria C.

Nuvole basse
sbiadiscono la notte e
se ne vanno
in processione
per i venti del mondo…
così nascoste,
le stelle amoreggiano
nella penombra
e poi fanno finta
di ritrarsi pudiche,
ma restano appese
a un filo invisibile
come per incanto
e mi incanto alla loro magia.

9 agosto 2005

***

Del superesistenzialismo
A Roberta B.

Mi manca qualcosa:
non so alla pelle ancora vogliosa
o alla mente smaniosa,
se un paio di cosce sinuose e già pronte
o un paio di idee a fregare la morte,
se un paio di mani da tenere soltanto
o soltanto le mie a rubare una stella
e dove la stella si rigonfia di luce!

3 settembre 2005

***

Oltre, oltre
Alle Donne e per l’occasione a Laura C.

Oltre, oltre… non so cosa c’è:
se i polmoni del vento
o i pori dell’acqua,
i muscoli del fuoco
o le sorgenti del mare,
la faccia di un dio
o un volto di donna,
perché un dio senza donna
resta un dio a metà.

4 settembre 2005

Il commento di Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari

***
Sui gradini della notte
Dal Dolce Stil Novo a un Nuovo Stile Dolce?
(2005 – 2014)
di Mario Prontera
2015, 83 p.
Pagine

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