c’è qualcosa di sadico negli apostrofi. come una separazione dolorosa. la parola apocopata richiede una lettera che l’alfabeto non le concederà mai. mutila, leva al cielo di piombo un perdono strozzato che nessuno potrà mai garantirle. metafora di vita, il concetto vale anche per gli esseri umani. in fondo all’anima, attraverso la pelle, attraverso le labbra socchiuse, attraverso le mani, conservano una bastarda, mancata appartenenza. apostrofo all’esistenza che si spiega svogliata su di un divano macchiato, un certo, imbarazzato, bisogno d’affetto.

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