Conosco quel luogo…
Lago d’argento e rovi,
pacata e smaniosa terra di fuoco,
dove le alture smarriscono
tra dense nebbie,
dove gli abissi
incontrano le stelle,
dove l’assenza
non chiama la paura,
ma sul suo dorso erge il desiderio.
Conosco quel tempo
che, tacito, fugge
e fa tremar la pelle,
ai margini di lacrime e sorrisi.
E’ lì che puoi trovarmi.
Luogo di fasti e di rovine,
in sconfinati campi di luce
nelle pendenti fronde d’alberi soli,
nelle stille di brina che
discendono stanche
da foglie tremanti,
tra i rigagnoli che
fendono l’arida terra,
nell’ugola di usignoli spensierati,
nel vigoroso e secolare arbusto
vissuto tra i segreti
di perduti amanti.
E’ lì che indugio, è lì che scruto.
E’ lì che dovrai cercarmi
o morirò per sempre…
-ooo-
Da “ Dove va la poesia?” Carello editore
Da “ Lunario di poesia 2004” Ed. Janua


