Storia di un’Ombra

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Si sfianca, fautrice di se stessa,
nell’orlo stanco di finestre,
chiuse.
Rimbomba tra le pieghe polverose il pianto,
nel desio che poi sfuma calando in canto.
Silenziosa andante,
sui tasti del destino che vibra appena,
nel mattino.
Timida barcolla,
di Dionisio grondante,
nel calice di virtù aulente.
Ombra che cerca nello specchio rotto del cerchio
di vita, uno spiraglio di lume.
Là dove termina la salita e fugge il giorno,
affonda piano nel tramonto libera seppur smarrita.
Apre la sua ala affamata, nella pace ambita.
Si dilegua nel buio lontano, e sorride lieta
all’altrui mano che le cinge il cuore,
là nella sua ritrovata
dimension d’Amore.
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