Scheggiar di stelle
infiamma la laguna d’opalina allegra.
Arco di violino sulla pelle.
Tu solo infrangi la tela
di ragno che tesse il mio stupore triste.
Piano posi il tuo segreto sulla radice molle
dello sguardo, senza rumore.
E scivola lo scialle dalle spalle.
Scivola la malinconia del tempo.
Tutto cade, nelle pieghe del destino.
Muta farfalla nottambula
nel sole del mattino,
osa oltre l’Averno, e più non torna,
ma è ciò che vuole.
Libera ed adorna d’aria quieta.
Tu solo, adagio di piano,
e poi il sospiro della carne,
e poi il sonno sereno.
Solo tu, e nella mano
a pugno chiuso
ali ed il sorriso.
Viso che si desta, nella silenti ore.
Ed è già dì di festa se lo svela il cuore.

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13 thoughts on “Solo tu

  1. Leggi quell’incipit

    “Scheggiar di stelle” e hai già una scheggia nel petto…

    Ci sta regalando versi sublimi la nostra Psiche.

    Ogni verso una immagine stupenda. Però io attiro la vostra attenzione su quel verso finale:

    “Ed è già dì di festa se lo svela il cuore.”

    Sembra di Ungaretti. Sembra. Ma lo ha scritto lei.

  2. E’ un canto d’amore che inebria l’anima ed il cuore.

    Emozioni autentiche son quelle che regalano i tuoi magistrali versi. Adoro ogni tua poesia, ogni tua sperimentazione poetica, ogni creazione del tuo infinito talento.

    Ogni volta in te uno stile diverso, ogni volta per te lo stesso meritatissimo applauso.

    Con affetto sincero

    Maya

  3. “Ed è già dì di festa se lo svela il cuore”…

    Questa chiusa è l’epilogo di una dolce lirica che rende meno triste quel…”tutto cade, nelle pieghe del destino”…

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