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Melodia s’infiamma nell’ oculi belli gemelli di sole.
Pietra dura dentro il pozzo della morte,
miele d’alveare per sentieri senza porte.
Nella grazia, nella carne, nella fiamma, nello spirito.
Amor che barriera disconosce,
come gemma cresce.
Si schiude come aulentissima rosa, d’Alcamo,
riluce sempiterno balsamo del cuore.
Ed ape aperse l’ali con la muta ragione,
senza magione.
Anima ch’Anima chiama,
mai distante da chi s’ama.
Passante di cielo è nube,
e fibbia dorata la mano tua
che le chiome scioglie
e raccoglie quieta lo zampillare di luce fioca
del sorriso che sullo sguardo posa.
E l’ombra mai osa tediare l’albore cortese
che nella culla del corpo riposa,
senza pretese.
V’è pretesa nella luna d’invader il giorno?
V’è pretesa nella cieca Dea Fortuna d’avanzar la vista?
Amor mai cerca risposta. Amor è domanda che conquista.
Vibra tremulo nei raggi del pianeta
e non favella vane parole,
da solo già si basta,
non altro suole.
Vibra silente
resurrezione d’empireo incanto,
ch’ha un solo nome,
una sola lingua
un solo canto.


