Solitude di David Lorenz Winston

Oltre occidente sei,
fuggita come rondine nella notte
scomparsa per sempre
all’orizzonte.
Ricordi di primavera evanescente
ora che l’albero spoglio
è divenuto
custode del candido specchio
del passato.

***
Immagine: Solitude di David Lorenz Winston

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11 thoughts on “Non più vocio di fronde

  1. questa bellissima poesia,come altre di Nicola Costantino che ho letto, è un”sogno ad occhi aperti”, sprazzo di memoria che riaffiora alleggerita dalla lontananza di un tempo trascorso, ma allo stesso momento, nostalgia pungente e ancora viva di quello stesso tempo introvabile e incancellabile.

  2. Dolce malinconia di una primavera nel cuore ,che si trasforma in autunno quando l’amore non ha più voli, nè canti…

    Bellissima…

    Un saluto
    Annaluna

  3. La nostalgia la fa da padrona in questa struggente melodia, nostalgia per una primavera della vita che ha lasciato indelebili ricordi.

  4. Frammenti del passato tornano in questi incisivi versi che restano nella memoria.E’una poesia molto bella.Complimenti
    Daniela Quieti

  5. Noi, eterni custodi del nostro stesso passato… perdiamo una foglia ad ogni ricordo accumulato, e quando cadono non abbiamo più potere su di esse. Possiamo solo osservarle tristemente, come l’albero si piega nella solitudine d’autunno.

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