Decise che doveva assolutamente parlare con lui di quello che le stata accadendo. In fondo aveva il diritto di essere informato della situazione che si stava creando, ma come trovare il coraggio? E tutta quella gente lì intorno a fissarla!
“Matteo, andiamo di là nella mia camera: avrei bisogno di parlarti.”
Nel suo sguardo fiero e altezzoso intravide per un attimo un lampo di terrore, forse era solo una sua impressione, ma voleva talmente credere di avergli provocato un dubbio o una paura vera e propria da vedere l’inesistente.
Poi si alzò e lui la seguì, senza proferir parola.
Nei brevi attimi che seguirono, cercò d’immaginare quello che gli stesse passando per la testa: chissà, magari pensava che lei avesse bisogno di un momento d’intimità, o che ci fosse qualche problema di organizzazione della cerimonia oppure…che avesse capito che il problema era di ben altra portata?
L’espressione del suo viso non lasciava trasparire nulla: occhi di ghiaccio.
Non sapeva da dove cominciare. Il discorso era molto complicato, ma semplice il suo assunto: non sentiva più il desiderio di sposarsi con lui. Non riusciva a capire nemmeno cosa veramente provasse per lui. Da un lato lo amava e dall’altro rappresentava tutto quello che lei odiava, ma soprattutto aveva paura.
 Ma di che cosa?
Entrarono nella sua camera in silenzio. Francesca si sedette sull’orlo del letto e con la mano lo attirò verso di sé per farlo sedere lì accanto, cercando una posizione che fosse il più possibile “alla pari”.
Matteo interpretò questo suo gesto come una richiesta di coccole e cercò di baciarla, prendendole il viso tra le mani.
Non sapeva resistergli quando la toccava in quel modo, eppure doveva farlo: non poteva abbandonarsi proprio adesso che aveva trovato il coraggio di parlare.
“No, Matteo, no..ti prego..non ora. Ho qualcosa di molto importante da dirti.”
Lui tentò di chiuderle la bocca con un bacio: sentì la sua lingua umida e calda cercare la sua e per un attimo fu tentata di offrirgliela, ma serrò le labbra.
“Cosa c’è che non va…Francy, per favore, ti capisco, sei nervosa, ma non è questo il modo di comportarsi con il tuo prossimo futuro marito!”
Disse quelle parole con un tono così annoiato da disgustarla. Proprio non aveva quella sensibilità capace di andare oltre le apparenze, di comprenderla, di andarle incontro…forse se avesse visto da parte sua anche un minimo segno di tutto ciò avrebbe potuto cambiare idea, tornare su suoi passi, decidere di dargli un’altra possibilità, prima di comunicargli…comunicare cosa?
Che non aveva più intenzione di sposarlo?

 

Per leggere le puntate precedenti clicca qui.

“Stupidi presagi” di Mynona è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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6 thoughts on “Stupidi presagi – VII puntata

  1. ma …
    dire cosa non si sa e’difficile…
    dire cosa passa per la testa impossibile…
    io sarei fuggita..
    affrontarlo..
    cosa difficile…

  2. Be’, davvero intrigante questa parte…Secondo me lei lo ama: ha solo paura di una certa “incompatibilità”, ciò che è importante per lei non lo è affatto per lui.
    Mi piace sempre di più 😀

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