Stupidi presagi – III puntata

Gaetano Ligrani - Fuggire

Avrebbe dovuto sposarsi nel pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa di San Bartolomeo. Mancavano otto ore alla cerimonia. Le venne voglia di prendere la sua auto, una scassata 2 cavalli color limone, e farsi un bel giro per la campagna circostante. Lo faceva spesso quando era nervosa o sotto pressione, la aiutava a rilassarsi e poi le piaceva il silenzio della campagna, rotto solamente dai rumori tipici dei campi e dai versi degli animali.
Che immagine inebriante un cane addormentato al sole, arrotolato davanti alla porta d’entrata di un casolare. La faceva sentire come se il tempo non avesse importanza e comprendeva la bellezza del crogiolarsi nel non far niente, come se fosse un compito importante da portare a termine.
“Mamma, io esco.”
Dopo aver guidato per una decina di chilometri, vide una bella radura ai bordi della strada e decise di fermarsi. Parcheggiò in uno spiazzo e s’incamminò attraverso il campo fino a giungere sotto ad una grossa quercia. Si appoggiò al tronco e diede libero sfogo ai suoi pensieri, accarezzata dal sole ancora tiepido del mattino. Stava veramente facendo la cosa giusta? Era veramente innamorata di lui? Lo vide con l’occhio della memoria la prima volta che si erano incontrati.
Non era sicura che Matteo fosse l’uomo dei suoi sogni. Non che avesse un ideale preciso da rispettare, soprattutto dal punto di vista estetico: neanche da bambina aveva sognato il classico principe azzurro sul cavallo bianco, anzi, le favole di Biancaneve e di Cenerentola la indisponevano.
Nonostante questo, dentro di sé, sapeva che la sua era una ricerca ardua: di solito non si accontentava molto facilmente, in ogni senso. Non era stato un colpo di fulmine. Quasi lo aveva odiato, con quell’aria un po’ saccente, la fronte alta e fiera, come se il mondo girasse intorno a lui. Non era neanche “il suo solito tipo”. Tutte le storie che aveva avuto, fino a quel momento, erano state con ragazzi timidi e schivi, dolci e silenziosi, presenti.
Aveva annusato il pericolo, ma questo non era bastato per tenersi alla larga da lui. Eppure aveva tentato. In tutti i modi. Ora, dopo neanche un anno, stavano per diventare marito e moglie.
Chiuse gli occhi.

 

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“Stupidi presagi” di Mynona è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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