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Per conoscersi – I puntata

Contrasto

– Lisa si diresse alla porta, Marta le corse dietro:
– Ma dove scappi? Cosa ti ha detto? Non sentivo nulla, parla troppo piano il prof! Ci scommetto che hai preso il solito trenta.
Lisa cercò di togliersi dalla fronte sudata una ciocca di capelli:
– C’è un’afa tremenda, non ne posso più.
Facendosi largo tra gli studenti che affollavano il corridoio scesero nel vecchio chiostro dove il sole arrivava solo al culmine del giorno. Ora, tardo pomeriggio, strappava barbagli dorati alle finestre del terzo ed ultimo piano.  Gruppi di ragazze e ragazzi sostavano nei portici. Marta la prese per un braccio:
– Guarda, c’è Rocco! –
Lisa alzò gli occhi. Lui se ne stava appoggiato a una colonna col suo solito fare indolente, di fronte a due ragazze che parlavano animatamente.
– Non vai da lui? – la incalzò Marta.
– Piantala! Sono stanca. – In quel momento Rocco la vide, le sorrise e le si avvicinò
– Che hai fatto al Salvini? Non dava una lode dal mesozoico!
– La lode?! – interruppe Marta – A Scienza delle Costruzioni?! Lisa, fai schifo! –
– Dai, dimmi che gli hai fatto! – continuò lui e le percorse il corpo con lo sguardo, soffermandosi più a lungo sul suo seno, che la camicia larga avrebbe voluto celare. Lisa arrossì :
– Come fai a saperlo?
– Ho i miei informatori – ribatté il ragazzo, poi, tranquillo, la prese per le spalle e  le diede un bacio leggero sulle  labbra.
– Che fai, smettila! – disse lei divincolandosi.

Si sentiva turbata, confusa. Quando Rocco la toccava il suo corpo reagiva violentemente, un languore dappertutto che la imbarazzava e la stupiva. Non aveva simpatia per lui, non gli piaceva  quella sua arroganza, quel suo modo di fare che sembrava dire “quando ti voglio sei mia”, quegli occhi che la spogliavano, che sostavano su quelle parti del suo corpo che più la imbarazzavano, il seno, i fianchi, e che lei avrebbe voluto meno evidenti. Si volse verso Marta:
– Devo andare a casa. Mi accompagni? – Marta la sua carissima, tenera amica, alta, sottile, i capelli castani, lunghi e lisci.
Rocco s’intromise:
– Come, non offri da bere? –
Lisa fece spallucce e si girò prendendo sottobraccio Marta. Rocco sogghignò:
– Domani sera ci vediamo a casa di Luca.
Fuori, sulla strada, il caldo di fine giugno l’assalì nuovamente. Dall’asfalto salivano vampate di calore e le automobili, in fila nell’ora del rientro serale, riempivano l’aria di gas di scarico. Marta ridacchiava:
– Quello va matto per te. E tu  lo tieni sulla corda. Quelle due che parlavano con lui ti lanciavano certe occhiate! Temevo che da un momento all’altro saresti caduta al suolo morta!.
Lisa sbuffò:
– Non tengo sulla corda nessuno, non m’interessa.
– Eppure – insistette Marta – quando lo vedi rimani come paralizzata. Ormai ti conosco, con nessun altro ti comporti così, te li sei sempre levati di torno in quattro e quattr’otto. E’ vero che lui è davvero figo, con quel corpo che sembra scolpito e quegli occhi! E sarebbe l’ora, cara Virginia, che tu cedessi le armi!
– Smettila di fare la scema! – rispose irritata Luisa – E piantala di chiamarmi Virginia!
Poi le dispiacque di essersi arrabbiata con la sua amica, tanto affettuosa e gentile. Però ora non poteva spiegarle cosa provava nei riguardi di Rocco, non sapeva come esprimere ciò che sentiva perché neppure  riusciva a spiegarlo a se stessa.
Si girò sorridendo verso Marta e le dette una tiratina di capelli:
– Se non la smetti lo dico a Luca che apprezzi tanto le bellezze di Rocco! – e scappò via di corsa attraverso il piccolo parco che cresceva davanti alle loro abitazioni. Marta la inseguì minacciando e ridendo.

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Questo romanzo a puntate è pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa letteraria:
“E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito.

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