Quando Marina fece ritorno a casa fu molto sorpresa di trovare il signor Ferri ad attenderla in piedi davanti al portone. Si scambiarono un’occhiata incerta, studiandosi a vicenda. Lui si accorse che aveva l’aria stanca e che aveva pianto. Lei invece capì che non c’era alcun rancore nel suo sguardo, nonostante la discussione del giorno precedente.
“Simona mi ha raccontato tutto”, esordì Luca affranto, “Mi dispiace per tutto quello che ha dovuto passare. Non avevo alcun diritto di dirle le cose che ho detto.”
“Invece aveva ragione. Sono una vigliacca.” Le lacrime affiorarono all’improvviso e lui si ritrovò a prenderla fra le braccia per consolarla.
“Che è accaduto?” le chiese infine dolcemente.
“Il giudice ha deciso di affidare a me il piccolo. Di solito in questi casi si propende per la madre naturale, tanto più che ho una buona posizione economica e un ottimo lavoro. La famiglia che lo aveva in affido era piuttosto povera, il capo famiglia è un semplice manovale, di sicuro non avrebbero potuto garantirgli una buona istruzione, né uno stile di vita adeguato.”
“Non capisco…”, fece Luca incerto, “Per quale motivo piange allora? Dovrebbe essere contenta!”
Marina si asciugò le lacrime e lo guardò affranta. “Non ce l’ho fatta”, dichiarò, “Quando ho visto Marco, questo è il nome di mio figlio, attaccarsi al collo di quella che chiamava mamma, piangendo disperato perché non voleva lasciarla, ebbene mi sono sentita male. C’era così tanto amore negli sguardi di quelle due persone, io mi sono sentita un’estranea che voleva distruggere la loro felicità. E così ho dichiarato di non volerlo più, di non sentirmi pronta per fare la madre e sono fuggita via. Sono una vigliacca, è vero?”
Luca la strinse più forte. “Lei non è affatto una vigliacca! Ha avuto molto coraggio invece. Ha scelto quello che le sembrava più giusto per il bambino, per la sua felicità.”
“In realtà non sono degna di essere sua madre”, fece lei con un sospiro, “Non sono mai stata degna. Né di essere amata, né di crearmi una famiglia. Adesso capisce perché fuggo gli uomini? Non sarò mai degna dell’amore di nessuno!”
“Non lo dica neanche per scherzo! Lei è una persona fantastica, Marina. Ha tanto di quell’amore dentro, solo che non se ne rende conto. Quello che ha appena fatto è il più grosso atto d’amore che una madre possa fare. Scegliere la felicità del proprio figlio invece che la propria.”
“Lei dice?” lo sguardo di Marina si posò su di lui con una luce nuova. Luca la trovò bellissima in quel momento.
“Ne sono convinto.”
“Non me la sento di rimanere sola questa sera”, disse lei a un tratto, “Per caso è ancora valido il suo invito a cena?” Luca le rivolse uno dei suoi smaglianti sorrisi. Era terribilmente affascinante quando sorrideva.
“E me lo chiede? Certo che è ancora valido.” La prese sotto braccio e insieme si avviarono verso la sua auto.

(continua)

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“Il segreto di Marina” di Luna70 è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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6 thoughts on “Il segreto di Marina – quarta puntata

  1. E’ una domanda che mi è già stata fatta da un blogger una volta.
    No, in realtà non ho mai pensato di scrivere soggetti per la tv.
    Ma potrei sempre tenere conto del tuo consiglio, caro Robert.
    Un saluto a tutti e grazie dei commenti!

  2. Luna il tuo personaggio è vero nel suo vivere , aspetto con ansia la continuazione sei riuscita a far vivere Mara …leggendoti è facile immaginare questa donna sensibile che riesce a guardare dentro se stessa…aspetto con ansia la continuzione
    Ambradorata

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