Sono una rondine che ha perso la strada,
senza indizi né mete in un cielo infinito.
Ho perso lo stormo nero in volo irrequieto,
la polvere scura sul fazzoletto d’azzurro
e i semicerchi invisibil nel cielo di vetro,
e le ali frenetiche,
lo stallo e la ripresa di quota.
Non restano che le coordinate imprecise
di un sole straniero e i raggi stanchi
a trafiggere un cielo pesante
che tendono deboli funi,
verso un tetto di nuvole accese.
Ho perso te
e ho perso la strada
imbrigliata in questo cielo assente
tra ragnatele di luce
e fili d’ombra come altalene.


