Quando

la furia della tua certezza

si schiantava sulle mie pareti

aprendo spasimi lancinanti e ciechi

 

quando

l’immobilismo della tua incontestabilità

si conficcava nei baratri irraggiungibili della tua essenza

 

eri come un massiccio impervio ed implacabile

 

Quando allora mi abbarbicavo

incespicando

alle nudità sdrucciolevoli dei tuoi declivi

 

e mendicavo nuovi varchi per raccapezzarmi

 

tu mi sbarravi tutti i tragitti

 

quivi io rimanevo come trafitta ed incolmabile

 

Il tempo della tua sigillata irrefutabilità

si estendeva inesorabile ed indeterminato

 

carpendomi una qualsiasi tregua

 

Ma ora

 

quando l’uragano dei nostri tormenti

si abbatte sulle nostre anime

lastricando i nostri sentieri di dubbi ed incertezze

 

io non trovo più lo stesso immobilismo

 

io non trovo più lo stesso ostruzionismo

 

incappo, altresì, in scoscese e ripide mulattiere

che mi conducono ai tuoi crepacci

o che si aprono a piccoli altipiani

dove mi posso anche rifugiare momentaneamente

dal furore dei tuoi elementi

 

e mi concedi di issarmi

lungo i tuoi costoni a strapiombo

non negandomi un seppur parziale ricongiungimento

 

E quella che prima era una tempesta interminabile

si è trasformata in un temporale estivo

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28 thoughts on “INCOMUNICANDO (FU)

  1. Molto decadente, mi piace.

    Sento il primitivo vuoto tra due essenze, mani che penetrano specchi d’acqua e non fermano quella sostanza, non è propria, non appartiene.

    L’universo è in eterno declino, così come è insopportabile la sofferenza dell’incondivisione da cui vi è implicata l’incomunicabilità.

    La tua analisi riporta però infine un percorso più realistico in relazione a quello d’onde paraboliche che oscillano, e permette d’assumere così una fievole speranza che tormenta, a parer mio, più dell’intera morte.

    Un abbraccio e buona domenica.

  2. molto da ferita lancinante che lascia attendere e presagire un finale in discesa, di rivalsa…..che invece non ho trovato! descrizione rigida, sembra a volte troppo fredda e distaccata, come se l’orgoglio non volesse cedere, come se la donna volesse apparire forte e sicura quando invece potrebbe anche non esserlo…non so perchè e forse mi sbaglio, ma nell’ultima strofa non leggo la rivincita o il cedimento altrui, ma una lotta senza fine!

    lirica molto imperiosa e ricercata, dove prevale notevolmente la forma tecnica…

    un abbraccio,

    Alessia

  3. La trovo molto bella ma a tratti davvero forzata, troppo ricercata forse, troppo pensata. Sarà stato magari l’argomento che andava affrontato così, comunque il punto di vista risulta lo stesso interessante.

    Un abbraccio.

  4. La furia della certezza in chi calpesta è causa dei suoi timori, titubanze e difese; sopratutto di quella stima di se stessi che viene meno – muro implacabile che uccide parole-

    Ma il tempo è anche processo di trasformaziione e se cambiamento si profila esso è dovuto al nostro essere forti, all’avere accenti nuovi che possano rendere meno sofferte le situazioni, con quell’elasticità che è del giunco che si piega alle tempeste e ne esce integro.

    Un abbraccio

    Poe

  5. sinceramente non conosco molto il tuo stile anche se mi piacerebbe approfondirlo si vede che hai molto talento e istinto e una ricerca di parole con alto contentuto c’è una tua poesia che mi aveva molto colpito per la sua precisione nel descrivere il sentimento della depressione visto che anche io ne ho sofferto adesso piano piano sto guarendo questa poesia non mi sembra triste sicuramente bellissima anche se sofferente ma con un finale di speranza ciao e alla prossima

  6. bella bella…

    alcuni termini però mi lasciano un po’ esterrefatto.

    ma sono stili di poesia differenti.

    comunque mi è piaciuta molto

    la sento mia.anche se un poco diversa.

  7. Sentita, sofferta, ragionata, col cuore e con le parole, sia per quello che dici e sia per il modo in cui lo dici. Un grandissimo sforzo poetico di stile, di emozioni e sensazioni. Sembra quasi di entrare nella tua sofferenza e di riviverla con te.

  8. Incomunicabilità è come dici tu un massiccio impervio ed implacabile immerso in una immobilità che fa rabbia e male perché vorresti ma non riesci a mutare.

    Dà un senso di sollievo e di freschezza però il trasformarsi della tempesta in temporale estivo.

    Un abbraccio

    😀 Francy

  9. Non mi è facile commentare questi versi, carichi di sofferenza e (mi sembra) rabbia. E’ una rabbia che ben conosco, è una sofferenza che comprendo, perchè anche io me la porto addosso a distanza di tantissimi anni, anche se con sfumature decisamente diverse.

    Personalmente mi piace tantissimo la prima parte che nel suo incalzante e ritmico esprimere forti emozioni e toni rende palpabile il dolore e la solitudine. Intessissimi versi.

    Sinceramente, (è solo una mia senzazione, un mio modo di percepire), quei toni forti cadono nella seconda parte dal “ma ora…” non in immagini di una ritrovata possibilità di comprendersi, ma in immagini leggermente forzate, oserei dire poco spontanee.

    Riassumendo: per me è grandissima la prima parte, da rivedere la seconda. Nel complesso un torrente di emozioni che coinvolge il lettore.

  10. La vita come l’amore è un seguirsi di giorni di sole o tempestosi, i giorni sono diversi uno dall’altro, come i giorni dell’amore in cui non ci sarà mai eternità, perchè noi uomini, non siamo eterni:) ciao, un bacione

  11. Anche se sono portata ad amare testi e poesie scritte con vocaboli meno ricercati, più semplici, o meglio più “spontanei! trovo il tuo linguaggio molto bello.

    brava

    zoe

  12. Bé, posso solo dire che il mio amato non sarà mai completamente un cielo sereno…come non lo può essere la vita…

    Lo stesso vale anche per me…

    Certo che adesso la lite viene affrontata in maniera più costruttiva…

  13. a me ha dato un senso di vaga felicità alla fine.

    sei riuscita a domare l’amato?

    l’hai trasformato da tempesta in acquazzone estivo?

    è bellissimo l’acquazzone estivo,

    purificatore e rinfrescante!

    un bacio

  14. Forse avete tutti ragione…Forse l’ho colta quando era troppo acerba, forse è troppo ragionata…in certi suoi tratti è immasticabile…ma non ho potuto fare a meno di “evacuarla”…

    Descrive una mia esperienza di vita, che in questi giorni mi attanagliava con i suoi ricordi…

    Grazie a tutti:

    1) a coloroche l’hanno apprezzata

    2) a coloro che l’hanno criticata

    3) a coloro che l’hanno sentita lontano dal proprio modo di essere e di sentire….

  15. la trovo un messaggio.

    un dire costretto in gola e tenuto a bada affinche non diventi un urlare (inizio) per poi sussurrare di coscienza consapevole. acquietata.(finale)

    Lo sai, amiamo parole diverse, ma sono lieta di accogliere la tua richiesta di commentarti ed eccomi qui 🙂

    mi è piaciuta nonostante qualche passaggio che trovo troppo “pensato” anche io, ma nel totale è bella com’è 🙂

    saluti

  16. Cara amica, un tema forte, scritto in maniera non lineare ma complessa.

    Leggendoti ho trovato fragilità, solitudine, crescita interiore.

    Sicuramente scrivere sotto metafora un argomento importante come la coppia in un momento delicato è difficile.

    Hai fatto emergere bene la tua interiorità.

    Complimenti per ardua stesura, un abbraccio

    Nicoletta

  17. Come mio solito commento con una mia rima che fa il caso Tuo..

    Dopo un… “temporale”

    Nascerà un arcobaleno

    Fra le nubi passeggere

    Tinteggiando di sereno

    I suoi colori nelle sere

    Dove andrà a dormire?

    Se non negli occhi tuoi

    Che di lampi sanno ordire

    Quando baci come sai

    Iridescenze ch’io sognai

    Di labello c’ardente freme

    Che cancella tutti i guai

    Con anelito Rock sublime

    A rdenti braci alle fucìne

    D’energie forgiate fremi

    Passionali irruenti brame

    Favolando che mi ami

    Edo e le storie appese

  18. ho letto la poesia che mi avevi segnalato…

    è vero è molto simile alla mia….

    sai le parole che escono dall’anima

    quando c’è passione per qualcosa o per qualcuno sono tutte simili…perchè l’emozioni sono universali….

    un abbraccio

  19. Veramente intensa e coinvolgente, cara amica. Una poesia dai toni “forti” ed inequivocabilmente rabbiosi, le cui parole si snodano ciascuna come un grido furioso e chi legge è trascinato dallo stesso vortice che anima la tua penna. Accecato dall’ira è ogni verso, e le immagini che proponi rendono appieno uno stato d’animo che divora nel più profondo. Una collera che abbraccia l’incomunicabilità, che ne è causa ed effetto al tempo stesso e la scelta particolarmente attenta e minuziosa dei vocaboli ne è la prova. Eppure è una poesia che sgorga spontanea, uno sfogo tradotto in versi. Non vi è nulla di costruito, perchè sono esperienze consuete fra chi si ama. E’ la metafora di quel che accade in ogni rapporto amoroso. Anzi, a mio avviso più è forte un sentimento tanto più violente possono essere le reazioni in caso di scontro.

    Ed apre il cuore accorgersi che, alla fine, non tutto è perduto, che la prospettiva del silenzio può essere peggiore di qualunque ira. Si apre allora un varco sull’impervio sentiero del dialogo, quelle rocce appaiono non così spigolose ed appuntite. Non così invalicabili. Tutto si placa, pian piano.

    E dopo la tempesta, dopo il temporale, il sole è già pronto a splendere di nuovo.

    Un abbraccio affettuoso

    Maya

  20. Ho cercato di esprimere metaforicamente un percorso sulla comunicazione nella coppia…

    Ma non mi è venuta spontaneamente…Ho dovuto lavoraci sopra…Erano tre giorni che l’avevo in mente…

  21. Hai ragione. In genere le poesie le costruisco col libero fluire dell’inconscio…questa volta l’ho dovuta un po’ forzare perché quei segreti non si volevano svelare…

    Baci

  22. Ricercata, molto…ma a tratti diventa spigolosa…e perde di morbidezza…

    Si sente…sei “furente”…in qualche modo.

    Ma attenta…a non controllarti o troppo o troppo poco…lascia scivolare le parole…nella spontaneità.

    Un grande bacio carissima…

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