Veronica si voltò sussultando. La sua voce la faceva sempre balzare, saltare dagli inferi della sua miseria, e volare in una nuvola di felicita’ e allegria. La sua voce dolce e calda allo stesso tempo. Veronica era giovane, aveva solo 22 anni, e lui quell’uomo quarantenne gia’ un po’ brizzolato, lo aveva conosciuto a una festa a cui era andata con sua sorella. La sua voce, la voce di Andrea, la avvolgeva di calore e la scuoteva dentro.
“Ciao Veronica cosa fai qui sul molo?” Veronica, era come iptonizzata, non riusciva a rispondere in maniera coerente. “Vieni, che andiamo al bar e ci sediamo a prendere qualcosa, sto aspettando la barca per tornare a casa. La mia pausa estiva è finita, devo tornare a lavorare.” Veronica, era al settimo cielo, tutto si sarebbe  aspettata fuori che lui la invitasse a prendere qualcosa. “Va bene Andrea, andiamo.” Si misero a un tavolino fuori che guardava il mare e ordinarono un caffe’. Veronica avrebbe preso volentieri anche un cornetto, ma non voleva farsi vedere mangiare. Già era un miracolo che lui la a vesse invitata. “Andrea, cosa vai a fare a casa, hai un concerto?” Andrea, era un cantante lirico, e la sua voce era la voce calda di un tenore. Andrea era alto e un pò robusto come tutti i cantanti lirici, era bello ai suoi occhi. Andrea usciva da una brutta separazione, quella sera alla festa si erano messi a parlare, dopo che qualcuno li aveva presentati, e chissa` perche’  lui si era confidato proprio con lei. Le aveva raccontato, dei suoi due bambini che ora stavano con la madre, dei litigi, della difficoltà di trovare una soluzione che fosse soddisfacente per tutti. Lei era rimasta ad ascoltarlo silente, interessata e colpita. I suoi piccoli problemi quotidiani, i suoi genitori, la sorella ingombrante, la solitudine e i musi lunghi, erano problemi che evaporavano, che si scioglievano al sole come una medusa sulla battigia, al confronto dei suoi racconti. Veronica era una amante dell’opera, era strano per una ragazza della sua età, lei non cantava, ma era sempre stata appassionata di quel mondo. Allora, gli aveva chiesto di parlarne, di raccontarle cosa si prova su un palcoscenico. E lui aveva parlato senza più smettere. Quella mattina però davanti al caffe’  erano tutti e due muti. A un certo punto, entrambi alzarono lo sguardo, e i loro occhi si persero. Si guardavano forse per la prima volta, un’unica volta in cui ti specchi nell’altro e sei l’altro, e lui e’ dentro di te e insieme ballate il ballo delle api innamorate. Lei si stava perdendo in quel mare azzurro che erano i suoi occhi, si era tuffata e aveva nuotato per l’attimo che è per sempre.

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