“Sei qui”

Sei qui, tetra Signora.
Un sorriso dentro le tenebre
e stelle beffarde sotto la cappa glaciale.
So che mi stai cercando.
Posso sentire l’inverno tornare,
 vento crudele che accappona la pelle
mentre quegli occhi vuoti e luminosi
cercano i miei.
O come vorrei potermi confonderTi con la tenebra!
Ma neanche l’oscurità può sfuggire al Tuo sguardo.
Del resto, Tu sei l’oscurità.
Ti chiedo solo: non avere fretta!
Trattieni la falce che brandisci con la scarna mano
per qualche minuto ancora.
E fammi vedere colei che bramo,
lei e lei soltanto, una volta ancora
 e ancora una volta.
Vattene!
Vai a mietere campi lontani
e lasciami contemplare il Paradiso,
poco prima di concederTi di precipitarmi nell’Inferno.
Lascia che lo riveda adesso,
anche solo per un istante,
con gli occhi del cuore e della mente.
Lascia che la mia anima porti con sé il ricordo dell’Amore
che Dei pietosi mi hanno accordato di rubare
ché tanto più dolce sarà la partenza.
Ridi?
Perché ridi di quest’empia gioia?
Ti fai beffe dell’Amore?
Tu che sei condannata a non averlo
e che chissà quante volte lo hai distrutto!
Morte gelosa, Morte assassina…
Sei qui, sei ancora qui?
Vattene, dunque!
NO!
Non guardarla, amor mio!
Tu no, non devi conoscere il suo ghigno.
Non voltarti, mia sposa,
non farlo adesso, non farlo mai!
Un giorno la Signora Nera tornerà,
ma non oggi, non ora.
E allora noi rideremo,
 perché senza volerlo avrà ricongiunto
ciò che oggi su questo talamo infetto ha diviso.

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