miskin

Matteo Martini. Nasce dal fondo di una biro scarica e dai romanzi russi. Si nutre di lettere, alternandole di giorno in giorno, per espellere poi parole su fogli bianchi immacolati. I suoi vestiti, rigorosamente in bianco e nero, sembrano quelli indossati nei film muti. Si insinua nei cunicoli sotto terra dove corrono migliaia di informazioni e distribuisce segnali di speranza.

A che cosa pensi?

"A che cosa pensi?" Quante volte vi sarà capitato di rivolgevi questa domanda? Quando si sta insieme uno vorrebbe sempre scrutare nella mente dell’altro, cercare di capirlo, di comprendere preoccupazioni o semplicemente condividere. Quando affiora dal silenzio questa domanda mi sento come seduto davanti a un pianoforte, ogni tasto corrisponde a un pensiero, uno dei tanti che mi sfiora la mente lo premo, e dico...

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