“Che succede?”
“Fai silenzio”.
“Cos’è questa musica”.
“shhh”
Mi alzo e mi rivesto anch’io, in fretta.
“Ora, qualsiasi cosa avvenga, tu promettimi che starai qui in silenzio. Promettilo. Fallo per me.”
“Ma…”
“Prometti…”
Leggo la paura nei suoi occhi, ma anche risolutezza, per cui non mi resta che obbedire.
“Prometto, prometto che starò qui”.
Si dirige verso lo studio. Ora la nenia si sente meglio: ricorda una di quelle musiche antiche, brètoni o celtiche.
Lupin mi balza addosso spaventatissimo. Non capisco cosa stia succedendo. Dallo studio provengono rumori di diverso genere… dalle cose rotte, ai sibili, e grida soffocate. Stringo Lupin ripetendomi che ho promesso di non andare. Non devo andare e ho una paura folle. Lupin nasconde la sua testa sotto il mio braccio. Inavvertitamente lo sto stringendo. Non devo andare, non devo…ho promesso. Ora, oltre ai rumori, provengono anche luci. Prego. Prego che tutto finisca in fretta. Prego che Mistral non venga ridotto come l’altra volta. Prego perché non posso e non so fare altro. Le luci non si vedono più. Torna il silenzio mentre la nenia si smorza a poco a poco. Vorrei andare, ora che sembra tutto finito. Ma un urlo agghiacciante mi trapassa le viscere e resto inchiodata al pavimento mentre Lupin con un balzo si nasconde sotto all’armadio.
Silenzio irreale e la paura che mi ha tolto anche il cuore. Tremante, mi avvicino lentamente alla porta dello studio e con vero terrore giro la maniglia. Credevo di trovare tutto sotto sopra e Mistral ridotto a brandelli, ma con mia sorpresa è tutto in ordine. Soltanto, Mistral non c’è più.
Resto inebetita mentre il cuore riprende il suo normale battito. Mistral… ma dov’è? E cos’è stato tutto quello che ho sentito?. Curioso un po’ per lo studio, cercando traccia di quanto è accaduto. Ripiegato in un angolo, fra fogli di giornale, il mio ritratto. Ancora lì, dove Mistral l’aveva messo quando mi aveva dato indicazioni sul come avrei dovuto fare una volta che fosse a casa mia.
Niente, nessuna traccia. Niente di niente. Prendo il ritratto sottobraccio, esco dallo studio. Ora ho solo voglia di andarmene in fretta. Recupero Lupin, a fatica, perché è ancora terrorizzato. Metto in borsa qualche scatola di croccantini e, quasi correndo, esco da questa casa.
Guardo l’orologio: ho perso la cognizione del tempo. L’alba. 
Giunta a casa, accendo la lampada da tavolo e scarto il ritratto. Lo poso contro il vaso di fiori in mezzo al tavolo, mi allontano e lo guardo. Emana una luce meravigliosa. Spengo la luce. Bagliori lo attraversano. Continuo a guardarlo e più lo guardo e stringo le palpebre e più mi appare corporeo. Sembra divenire tridimensionale. Non è normale. Questo quadro, semmai avessi avuto bisogno di una conferma, non è normale. I contorni del mio viso ritratto, cominciano a deformarsi. Potrei accendere la luce, smettere di guardarlo, ma mi sento terribilmente attratta. Vorrei toccarlo per sentirne la consistenza, però ricordo le parole di Mistral. Ora il viso del quadro è diventato mostruosamente raccapricciante. Continuo ad osservare la sua evoluzione. Mi avvicino un po’. La tentazione di allungare un dito è fortissima. Lupin miagola. Allungo la mano…
ma suona la sveglia: sono le sette. Il trillo della sveglia mi ha riportato alla realtà. Come se mi fossi svegliata da un lungo sonno. Incarto il quadro e lo ripongo nell’armadio, mi preparo in fretta e metto qualcosa da mangiare nella ciotola per Lupin. Ah, Lupin! gatto amico, dove sarà Mistral?

*****

"Mistral"  è un racconto a puntate.
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4 thoughts on “Mistral – 8^ puntata

  1. Ti abbraccio carissima Ars ed attendo con trepidazione una nuova porzione d’emozione…

    Questo racconto mi piace particolamente….curiosa di scoprire l’evoluzione 😉

    Mille baci

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