Per chiarezza

Tempo fa ho annunciato che l’editore Lisi ci offriva la pubblicazione di una antologia delle opere che hanno partecipato al Concorso di Emozioni. In quel periodo, lo stesso editore stava promuovendo il Premio “La Folle Stagione”. Decisi di segnalare così anche l’opportunità di partecipare a questo concorso che prevedeva, se ricordo bene, la pubblicazione dell’opera del vincitore a spese dell’Editore.

Desidero informare tutti che ho ricevuto, a più riprese, richieste di informazione sul Premio prima citato perché molti hanno raccolto il mio invito e, ovviamente, desiderano sapere come si è conclusa questa iniziativa. Devo dire che io stesso ho chiesto più volte all’Editore Lisi che fine avesse fatto quel premio, senza ricevere nessuna notizia. Silenzio. Lo stesso sta accadendo, evidentemente, con quegli autori che hanno candidato le loro opere.
Ho detto a tutti che sono molto dispiaciuto e che non c’entro nulla con quel premio, l’ho solo segnalato, come faccio insieme a tanti altri blogger in altro blog per altre iniziative che possono interessare tutti gli autori. Se questi eventi possono poi, in qualche modo, deludere le aspettative di chi le ha seguite non posso farci nulla se non scusarmi ed è quello che faccio in questa occasione. Mi scuso con tutti voi.
L’editore Lisi sembra essersi dileguato, non risponde più (non che questa sia una cosa strana per un editore) anche dopo aver beneficiato di tutta l’attenzione che attraverso il nostro blog gli abbiamo offerto in perfetta buona fede.
Naturalmente, può darsi che Lisi abbia tutte le buone ragioni di questo mondo, però credo di poter dire che ogni giorno di silenzio che passa, da oggi in poi, per la sua casa editrice è un giorno perduto alla nostra stima e alla nostra fiducia.
Ripeto, ancora, spero di sbagliarmi anche se, spulciando il sito dell’editore, con l’aiuto di una cara amica, ho trovato una paginetta che prima non avevo mai visto e che sinceramente mi ha lasciato senza parole. Ve la segnalo:

http://www.lisieditore.it/pagate.htm

Chissà, forse è meglio che la risposta dell’editore Lisi non arrivi mai perché se dovesse pervenire potrebbe trovare sì, questa volta, il nostro più acerrimo silenzio.

Vi abbraccio tutti e vi prego ancora di scusarmi.

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