Rifiuto

Ah Dio mio che meraviglia d’alba stamattina,
e le emozioni al cuore fanno a spinte, le belle e le brutte,
le buone e le cattive azioni, le inflitte e le subite.
Una porta chiusa in faccia dopo aver offerto un fiore,
forse il più bello, quello dell’invito.
Dio che dolore!
Una porta chiusa veramente, fisicamente,
proprio da chi ti aspettavi un sorriso.
E quello già avuto non conta, era falsificato, insufficiente,
era quello dell’ingordo che aspira attrarre a sé anche un perdente
seducendolo piano
per farne carne di dominio suo.
Ah mio Dio che meraviglia d’alba stamattina!
E allora? Che stai qui a fare a leccarti ferite, a sbrindellare il cuore.
Quelle non contano, ricorda,
non sono le tue anche se l’hanno inferte a te.
Volta le spalle come t’ha addestrato lui,
e invoca l’energico, il legittimo, il tuo,
il tempo esuberante della vita.
Il tempo vigoroso dove nessuno poteva osare tanto,
di vederti guaire, di vederti voltare le spalle, di osservarti e esultare assaporando
la scena mentre abbandoni il piatto.

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