Lui

Le parole oh, quelle
lo toccano appena!
Si amputa il cuore cosi spesso
che oramai è certo d’averlo perduto.
Ma ancora gli sopravvive
il dolore e la pena incosciente
della memoria.
Gli parlo senza voce,
con tonfi e trilli adeguati
privi di suono o d’amore.
Sò che il mio silenzio lo fà felice.
Come quel sussultare sgomento
della meraviglia che suscita
al mondo.
Aspiro l’odore stantio
della sua anima  incredula,
ammaliata  dalla bava luccicante
che abbandona strisciando.
Ma solo questo m’e concesso
e null’altro voglio avere.
Cent’anni di pietra possono
fermare una goccia d’acqua.

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One thought on “Dal diaro di un seduttore da quattro soldi

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