Filippo Inferrera

Il gabbiano, la viola, la memoria di Filippo Inferrera

Alfaomega - Amo me in altro corpo e le parti che mutano, amo gli alberi sfioriti e le stelle filanti che strillano di luce, d'agosto. Amo il silenzio e le fauci del mostro petulante, amo la bianca vela e l'occhio nudo del cannone, amo perdutamente l'acqua della vita. Amo la piazza rovente e il deserto delle cortecce dimenticate, amo te. Presto, sarò posseduto da rughe e segreti, da giochi in chiaroscuro e mani assassine che...