Cose dell’altro mondo

“Mia moglie non capirebbe” disse lui prendendole la mano e portandosela al viso in una carezza che sapeva di consuetudine ma non di scontato.
Lei lo guardò negli occhi e lui sentì che era d’accordo con la sua frase, poi le disse:
“Scusa la mia interruzione. Finisci di raccontare…”
“Prima bevi il tuo caffè” disse lei versando il liquido scuro nella tazzina azzurra, quella che era riservata a lui. Gliela porse e gli sfiorò la mano e poi salì a toccargli la spalla e il collo mentre lui beveva e si scaldava l’anima.
E poi lei parlò, forte e sicura, e parlava ancora mentre il sole scendeva dietro il lago e sbiadiva i colori fuori dalla finestra.
Lui si riscosse all’improvviso. Guardò l’orologio d’oro, un regalo della moglie, e sussultò:
“… tardissimo… è meglio che vada.”
Lei gli accarezzò il volto prima che lui si alzasse dal tappeto dove era seduto, ai suoi piedi.
Lui si sistemò gli abiti, la guardò e le disse:
“Vuoi che ti sposti la carrozzina davanti alla finestra, così mi puoi guardare mentre vado via?”
Lei assentì in silenzio, forse aveva consumato tutta la voce per raccontargli la storia, e lui si chinò a baciarla.
“A domani, amore” le disse lui in mezzo ai capelli.
“A domani” rispose lei sorridendo.
Dalla porta lui si voltò e disse:
“No, non capirebbe cosa provo a stare con te, anche solo ascoltando la tua voce e le tue storie. Se fosse per sesso, quello sì lo capirebbe. Ma questo… questo no” disse prima di chiudere la porta e tornare nel mondo.

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