Pensiero irriverente

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Non credevo, non sospettavo questo pensiero irriverente. Questo sottile soffio che ruggisce piano nella mia mente.
Osservo le tue parole, che fluiscono lente dalla tua bocca. Mi sfuma la tua immagine, il tuo profilo, la tua voce. Sulla tua pelle ambrata e vellutata come pesca, penso alle mie mani scorrerti, accarezzarti il pensiero. Toccarti il cuore, la mente. Volerti bene.
Pensiero in discesa, non si ferma. Va oltre il dovuto, e prepotente mostra le sue durezze.
Vedo le farfalle che si aprono, mostrando i loro colori e tutto scompare in una miriade di tinte pastello e mogano. Sento il tuo profumo e mi ricorda l’adolescenza, quando non v’era distinzione tra noi e loro. Quando suadenti voci scrutavano il buio del proibito, del negletto.
Ma l’affetto può osare oltre il coraggio, costruendo quei ponti dove l’amore avanza. Così volano i lacci, scendono i vestiti e gli ultimi ostacoli alla nuda apparenza. Mi mostri ciò che sei, tutto il tuo orgoglio e la tua tenerezza. Le mani si rincorrono, si toccano. Si abbracciano le labbra, si sfiorano le anime. Moriamo trafitti reciprocamente, più volte, tenendo stretta la nostra vita, baciandola e godendone.
Vorrei vederti sempre così. Vicino a me, nella tua nuda solitudine, nella tua sola nudità: mai più solo.

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