1 Nascita

È evidente che quando vieni al mondo non ti poni neanche la domanda che il mondo potrebbe essere diverso.
Tu sei venuto al mondo e quel TUO mondo, è il mondo.
Punto!
Questo è un errore ed è un vero peccato perché, a saperlo, la prospettiva cambierebbe radicalmente per tutti noi. Essendo un peccato e nascendo all’origine di ogni essere umano, possiamo dire che, da un punto di vista laico, potrebbe essere il peccato originale.
Quanto sarebbero diverse le cose se fossimo maggiormente consapevoli di quanto il NOSTRO mondo ci ha condizionati, plagiati e plasmati con la sua influenza, formando il nostro filtro mentale!

Ciao a tutti, come mi chiamo già lo sapete. Nasco nel mio mondo nel 1962 da una famiglia borghese; due belle e brave persone, nel momento in cui sto scrivendo – febbraio 2009 – ancora in vita, hanno già un figlio, nato nel 1959, di nome Alberto che, dal suo legittimo punto di vista, mi ha visto piombare nel suo mondo.
Papà si “porta” appresso un cognome un po’ pesante, di quelli che fanno dire ai concittadini: «eh, voi si che state bene …»; «e certo che a voi cosa manca … »; «ma quali problemi volete avere … ». Il tutto perché, anni prima, il suo bisnonno ha fatto grosse fortune in città diventando, agli inizi del Novecento “cittadino benemerito”, così ricordato: “Genitore esemplare, figlio delle sue opere. Fulgido esempio di inesauribile operosità”.
Lasciò ai posteri abbastanza da far vivere: benissimo i suoi tre figli; molto bene i suoi nipoti; abbastanza bene i suoi pronipoti.
Qualche “briciolina” la vediamo ancora noi pro-pro nipoti.
Tutti quanti marchiati: «e, certo che voi … » ancora oggi. Mio trisnonno è morto nei 1927.
Mamma, nata nel suo mondo cattolicissimo, figlia unica, è la classica persona che si è votata, rinunciando ad altre ambizioni, alla famiglia e ai figli.
Alberto è il classico fratello maggiore un po’ rompiscatole, come tutti i fratelli maggiori – finché ha potuto – ma, dal suo punto di vista, il rompiscatole ero io. Ciononostante ci vogliamo bene.
Stimando il periodo che intercorre tra la nascita e la pubertà in circa tre anni non segnalo nulla di particolarmente rilevante e degno di nota per il lettore perché quel periodo, per quello che mi ricordo, è stato assolutamente normale.

***
Dal libro 050505. Una storia pazzesca di Valentino Aymar – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 – p. 118

Il commento di NICLA MORLETTI

“Questa che state per leggere è una storia vera, realmente accaduta ed è accaduta a me. In questo libro dunque, troverete la verità, la mia verità” esordisce l’autore. Non esiste miglior incipit di questo per scrivere un libro, per mettere quel sano pizzico di curiosità in testa al lettore che lo terrà incollato sino all’ultima pagina. Così è successo a me e vi assicuro che ne è valsa la pena. Ma dico io, la vita di una persona può cambiare così all’improvviso? Esiste davvero quell’attimo che può sconvolgere un’intera vita? Cari lettori lascio a voi la scoperta di queste pagine scritte con mano e pensiero agili, con scioltezza e disinvoltura, ma anche con assoluta sincerità. Con uno stile crudo e diretto Aymar ci racconta il suo trascorso di vita e la “sua storia pazzesca”.

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5 thoughts on “05 05 05. Una storia pazzesca di Valentino Aymar

  1. quando una storia racconta la vicenda personale dell’autore coinvolge i lettori e lascia un senso di familiarità
    leggere di prima mano il racconto della propria vicenda rende più vere le emozioni e le sensazioni vissute dai protagonisti
    un libro da leggere per intero, …

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