Adorava il tramonto: nelle sue sfumature percepiva l’essenza del silenzio. Erano queste le ore  in cui poteva incontrare l’Uomo Onda. Aspettava trepidante quell’ora per lasciare ogni cosa e correre da lui, dentro la sua spiaggia di luce. Si sedeva sullo scoglio levigato dal tempo e chiudeva gli occhi per ascoltare i suoni portati dal vento, come note di una sinfonia di colori e lasciava che l’acqua le accarezzasse la pelle. Lei che si sentiva come una conchiglia di pace, respirava quell’incanto in larghe sorsate. L’Uomo Onda aveva catturato i suoi occhi riempiendoli d’amore dolce. Lui. Il suo cielo. Un cielo terso e profumato di sole che aveva il sapore rosso delle ciliegie mature. L’Uomo Onda era entrato nella sua vita a poco a poco e l’aveva riempita di profonda verità, la verità dell’amore puro, l’amore che sa donare amore. Due anime solitarie e silenziose che incontrandosi avevano imparato ad amare, amandosi.  L’ Uomo Onda possedeva una casa sospesa nel tempo ed in questa casa c’era una stanza a forma di onda che lui aveva dipinto con la poesia di se stesso. Lei in quella stanza trovava la dimensione della realtà che diviene sogno. Ogni sera lui intrecciava le dita con quelle di lei e la conduceva là, percorrendo il breve tratto di mare in silenzio. La teneva per mano con delicatezza, come si fa con i cristalli preziosi per paura che lei potesse rompersi. La adorava per i brividi di piacere simili a sorrisi che lei sapeva donare. Si sentiva spesso come un bambino con lei e questo a lui piaceva, gli donava una gioia grande che lo faceva sentire libero come mai prima era stato. Così come lei aveva ritrovato il gusto di ridere di se stessa ed essere un po’ bambina. Con il tempo aveva imparato a conoscerne ogni fragilità e a condividere con lui le proprie, grata per ogni momento passato insieme che si imprimeva nel cuore come una filigrana indelebile: ne sentiva la consistenza liquida tra le pieghe dell’anima e per ore poteva ascoltarne l’eco. Così l’Uomo Onda e la sua conchiglia di pace, chiusi in quella stanza cantavano la silenziosa armonia delle carezze ed ogni notte addormentandosi abbracciati solo da un lato, sognavano una ghirlanda di baci intrecciati in fili sottili di ombra e di luce.

© 2006, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

8 thoughts on “L’Uomo Onda

  1. “L’Uomo Onda possedeva una casa sospesa nel tempo ed in questa casa c’era una stanza a forma di onda che lui aveva dipinto con la poesia di se stesso.”

    Un altro splendido tratto dell’Uomo Onda… Delizioso racconto Timeline. Sogno ed emozione.

  2. Mi sono persa nel tramonto che hai dipinto e ho visto quella casa fluttuare in un’onda di luce… un sogno così è un amore puro..

    “La silenziosa armonie delle carezze”… un’immagine delicata come poche.

    Un bacio e un abbraccio.

    Ars

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Togli la spunta se non vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento in questo articolo
Aggiungi una immagine