Stasera ho, più che mai attivo nella mia mente, il mio pensiero circolare, rincorre sé stesso, è come se mi volesse suggerire che i conti ritornano sempre. I conti dei miei fallimenti tornano, e finalmente capisco perchè hanno profonde significazioni e giustificazioni. Non possono che andare così le mie cose! E’ del tutto ovvio! E di ciò sono certamente pago: i conti tornano! Farsene una ragione così non è doloroso, ma del tutto normale. E’ normale che le mie faccende vadano come sono andate sempre. Non avrebbero potuto andare diversamente! Sono sereno che io lo capisca così bene: che lo senta anzi, che lo avverta! Avverto “a naso” il significato di tutta la mia vita! E’ tutto chiaro adesso. Non poteva che andare così com’è andata. Le mie donne, le mie ambizioni, i miei amori, i miei sogni frantumati, tutti, le mie realizzazioni non sognate, le mie caparbietà, i miei sacrifici, le mie scelte-non scelte!

Sì, perché le mie scelte non sono mai state tali. Sono sempre state, per dir così, delle scelte obbligate. Ogni volta che ho scelto non potevo che fare la scelta che ho fatto: era l’unica cosa si potesse fare: quella che aveva il numero più elevato di lati positivi, e dentro di me sapevo che quella scelta non era “libera”; che quella non era una “mia” scelta. Oh Dio, perdonami! Quanto male mi sono fatto! E quanto male ho fatto a qualcuno! Se solo fossi stato più sincero con me stesso e con gli altri! Non ho avuto il coraggio di testimoniare la verità, che montava nel mio petto, ogni volta! Avrei dovuto ribellarmi allora. Tanto ho finito col farlo lo stesso adesso, anche se in ritardo, terribile ritardo: ribellarsi alfine! Non si può sopportare una falsità , anche se la si permea con tutte le proprie forze di amore, di bene. E’ come costruire una casa, che è bene, sulla sabbia che è la falsità. E la falsità, l’artificiosità, la “ragion di stato” applicata ad una vita, è sempre male! Oh, arrivare a lambire la tanto ricercata giusta propria identità! Illudersi, almeno, di essere divenuti finalmente sè stessi!

Brano tratto dal Romanzo inedito “Aspetti dell’amore”, vincitore del 3° Premo Città di Fucecchio, 2008, CAPIT

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