La Casa del Viandante

Ho camminato tanto, senza una meta precisa. Pioveva, nella strada buia, da lontano una luce illuminò il mio viso, lessi: “Casa Del Viandante”. Mi sono fermata, e lì ho riscaldato il mio cuore; musica, un camino acceso, e gli occhi di chi aveva smarrito la strada, come me. Mi sono seduta, ho ascoltato, ho raccontato, ho pianto e riso; e c’era Marta, Alice, Margot, che trascinavano pure, le loro sacche lacerate. Un vecchio signore, si sedette vicino a noi, voleva ascoltare, ma lui era un uomo, non avrebbe mai potuto capire le ferite dei nostri animi. “Dovete ripartire donne”, ci disse, “non potete fermarvi qui”; io ci resto, non perché sono vecchio, sono qui, da quando ero giovane, io non sapevo sognare, avevo il cuore inaridito, ma voi no; vi hanno ferito accarezzandovi, ma voi proseguite, laggiù c’è un fiume, e una leggenda narra, che chi si lava il viso, con quell’acqua, riprenderà la giusta via; fatelo anche voi, avete fantasia e voglia di crederci, sono sicuro, non vi smarrirete più. Era un uomo, ma una cosa l’aveva capita, che le donne sanno sempre inventarsi la vita.

Immagine: Sisters dressing di Edward Martinez

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