La febbre dell’oro

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Il web è un immenso oceano, uno sconfinato mare di opportunità per informarsi, conoscere, scrivere, leggere. E paradossalmente il suo limite maggiore sta proprio in queste sue smisurate dimensioni. Così vasto è il ventaglio di possibilità, il numero di cognizioni, il contesto delle informazioni da rendere ardua se non impossibile una vera sintesi ed offrire alla tecnologia un approdo certo piuttosto che una continua deriva nella inesauribile esplorazione di sé stessa.
Così succede che nella ricerca ed esperienza delle infinite possibilità della conoscenza si perda la conoscenza possibile.
La continua evoluzione ed espansione dei nuovi media digitali crea popolose schiere di appassionati proseliti dei fondatori di Google, Facebook, Apple ovvero degli illuminati arricchiti produttori e mercanti di badili ed altri arnesi utili in questa febbrile corsa all’oro del ventunesimo secolo.
Si spera che lo strumento non si tramuti in fine e che qualcuno trovi l’oro.

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Immagine: fotogramma dal film “La febbre dell’oro” di Charlie Chaplin (1925)

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