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Notte di provincia
Di riccardoblog Pubblicato in Poesia on 16 Giugno 2006 2 Comments 2 min read
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Chi si accorge che è primavera
in questa muta notte di provincia,
notte di auto rombanti lungo viali deserti,
notte fuori dai bar dove i vecchi strillano
bestemmie di chi ha visto le proprie ali
spezzarsi e cadere nell’osceno vuoto
in cui ogni riscatto perde forma e accento,
e la vita si fa più gentile solo quando
il vino amaro rende dolce anche la resa.

Eppure può esser solo primavera
quando la notte di provincia
si gonfia di venti carichi di odori,
e le ragazze senza calze sfilano
per modesti passeggi di paese
regalando sguardi e indifferenza
ai ragazzi fuori dalle macchine,
sui motorini o appoggiati alle colonne.

Ma chi ci crede che è primavera,
più in là, dietro l’angolo, lungo strade
che pure la provincia dimentica,
dove ubriachi e pazzi non sanno più
raccontare storie che conoscono a memoria,
e dove i bambini delle puttane corrono
a piedi nudi sull’asfalto davanti
ai bordelli dalle finestre accese.

E poi uomini persi in solitudini
che neanche gli occhi sopportano;
vale la pena allora che sia primavera
in queste assurde notti di provincia,
quando tu ridi e sbraiti e bevi e sputi
ogni cosa dentro un bicchiere di birra
mentre cento metri più avanti
dentro un garage un uomo s’impicca
e muore per non esser più solo?

Piccola Susy, dimmelo tu allora
quale primavera è mai questa,
tu che fra specchio e finestra
acconciando i capelli ti scoprivi
ogni giorno più bella e a memoria imparavi
quei sogni che inquieti riempivano le tue dolci notti
di questa provincia che ti ha fatto crescere
e poi morire senza inverno; dimmelo tu
che sei stata solo primavera caduta a vent’anni

cos’hai lasciato e cosa rimpiangi
e a che serve che sia primavera
lungo queste strade; dimmelo tu
cos’è mai questa gioia e queste lacrime
e questo nodo alla gola in cui germogliano
dolcezza e angoscia del vivere in provincia.
Ahi primavera! Ahi piccolo straziante paese
e vie dove ricordi danzano e si confondono
e nulla resta oltre l’accecante bagliore del cielo.

© 2006, . Tutti i diritti sono riservati per i rispettivi autori.


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  1. Riccardo, tu mi lasci sempre più senza parole…Scrivi benissimo e scrivi cose interessanti, mai banali, sferzanti e profonde come lame taglienti…

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