Volo Libero

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Tese le mie ali,
in un tempo indefinito
che al nulla si concede impudente.
Tesi i miei sguardi oltre la scheggia
di violino che la noia infiamma.
Piccola folle anima pennata,
cercai in te, la radice della voce
che tesse fugace, trama di luce.
Trovai fonte di dissentire e languide risa.
Non cercai più, ma frugai avida nella risacca
delle onde che scavano, colmano, feriscono.
La chiave che non esiste,
apre sì tutte le porte che non
l’occhio vede.
Un volto disegnato la memoria insegue
sulla carta lacerata
dal tempo, una matita rossa, un fiore passito,
poi il silenzio.
Donna avvolta in abbagli di rosa,
osserva dalla balaustra delle labbra,
la lacrima che vi si posa.
Io.
Mi rivedo, mi comprendo senza sosta.
Ali che afferrano aria, e inseguono vento,
sole che consuma e vivifica al contempo.
Rasenta la mano il riflesso di fuoco
nello specchio.
Si libera il creato assopito.
Come in un gioco.
Fatale di fate fatte fiori,
di castelli concatenati ad angeli nuovi,
di spilli ribelli sul puntaspilli,
che odiano ferir di punta,
di nuvola bianca unta
di cielo.
Si perde l’anima
nella frenesia del vero.
Si ritrova nel volo ad ali chiuse
la Regina del nulla,
che per rinascere muore tranquilla,
come gentil farfalletta,
che rosa dal domani calante,
non aspetta la fine,
la vive incurante.
Sono Io.
Sono qui.
Sempre.
Nel tramonto che sboccia radente,
e nell’alba che attende crescente.
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