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In segretezza appari dal velo dell’essenza.
Ambra di luce i tuoi occhi nella fumosa inquietudine.
Avanzano i desideri come il fiume oltre la foce.
Sento il pianto del profondo,
diventar grazia
per cantare in tondo
come voce.
Il battito d’ali di libellula
lo zolfanello acceso,
il sonno del bambino nelle braccia della madre,
sei tu.
Si consuma la notte
persa dalla nera morte
nella chiusa strada.
Si logora nella cenere il rumore e
germoglia l’arsa terra
irrigata dall’amore.
Ti darò,
l’oscurità che precede tutto il mondo in fiore,
l’eloquente sorriso di una rosa di maggio.
il coraggio del non dire nulla.
Le più belle parole sono gemme di bosco
che non conosco.
Le pronunceranno le tue mani aperte,
le nostre giornate future, le onde prossime alla riva.
Ambrosia la tua bocca chiusa sul mio petto,
che non si schiude ancora
ed esala nell’aurora odorosa.
Racchiudimi nel bacio del volere,
nella carezza del mirare,
nel silenzio del non dire.
Guardami soltanto.
Sarò Luna accoccolata nella tua luce,
diventerò musica che si dirama leggera
nella tua sera come un canto.
Non dirò nulla, non ancora,
sarò piena della tua pace,
mentre il tutto tace.
Guardati.
Non si può racchiudere in un solo verso
la bellezza intera
dell’universo.
Le mie parole sfumano
là dove cominci tu.
 

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15 thoughts on “Non ancora dirò

  1. guardare con gli stessi occhi Paolo…sì, accade. 😉

    la creazione di Adamo…al tempo del liceo condussi uno studio…che diventò un bassorilievo in terracotta…dunque sn sempre stata affascinata da quel gesto…

    le mani che non hanno bisogno di toccarsi…ma sn l’una appendice dell’altra nel loro sfumare….

    Grazie a te…:)

    grazie a tutti…

    un grande abbraccio…

  2. “Sarò Luna accoccolata nella tua luce,

    diventerò musica che si dirama leggera

    nella tua sera come un canto.

    Non dirò nulla, non ancora,

    sarò piena della tua pace,

    mentre il tutto tace.”.. questo passaggio mi ha conquistato… è come tu sai che io vedo e come vedo tu inizi a guardare! Ti sovviene la “Creazione” appesa sul soffitto di Sistina… due dita lì lì’ che stanno per sfiorarsi…. ed invece sfumano l’una dove comincia l’altra… cmq grazie!

  3. C’è una forza emotiva in queste tue parole che tocca nel profondo.

    “…Guardami…”

    “…Guardati…”

    “…Le mie parole sfumano là dove cominci tu.”

    Bellissima! Complimenti. Marco

  4. Prendo la rincorsa ….apro le mie ali per arrivare ad oguno di voi ringraziarvi, tutti quanti ..e nel frattempo…(ma poi lo farò come è giusto… 😉 )…per abbracciarvi…

    La vostra energia è meravigliosa…

    Guardate abbiamo creato, mano nella mano, uno splendido girotondo poetico….!!

    Vi voglio bene!

    Iry

  5. Immagini di struggente bellezza per una poesia che sfiora il cuore come una carezza. Versi sublimi espressi con una raffinatezza ed una forza evocativa che incantano.

    Un capolavoro, cara amica Psiche, ed un’interpretazione del verso di Hikmet da te scelto che suscitano ammirazione infinita.

    Un abbraccio e grazie per questa splendida ed originale iniziativa.

    Maya

  6. Incredibile intensità e ricchezza di immagini in questa come in altre liriche di Psiche.

    Da “il sonno del bambino nelle braccia della madre” a “l’eloquente sorriso di una rosa di maggio” e a “Racchiudimi nel bacio del volere” è un crescendo di immagini ed emozioni fino a quei due versi finali incantevoli, così puri e memorabili:

    “Non si può racchiudere in un solo verso

    la bellezza intera

    dell’universo.

    Le mie parole sfumano

    là dove cominci tu.”

    Su questi versi sfumiamo le nostre parole, Psiche…

    Una rosa per te - Manuale di Mari

  7. La ricchezza delle tue immagini è pari solo alla forza dei tuoi pensieri…

    Profondi ma ricchi di gemme e minerali preziosi sono i tuoi abissi, rigoglioso i sentieri che conducono alla tua anima…

    Vita e morte, buio e luce si intersecano nelle tue parole in un equilibrio perfetto

    Un bacio

  8. Credo che con l’ultimo verso di questa poesia, che sembra un film lento e dolce, tu abbia racchiuso quello che è il segreto del vivere vicini: l’uno comincia dove finisce l’altro e viceversa… davvero bella questa lirica!

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