Non ancora dirò

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In segretezza appari dal velo dell’essenza.
Ambra di luce i tuoi occhi nella fumosa inquietudine.
Avanzano i desideri come il fiume oltre la foce.
Sento il pianto del profondo,
diventar grazia
per cantare in tondo
come voce.
Il battito d’ali di libellula
lo zolfanello acceso,
il sonno del bambino nelle braccia della madre,
sei tu.
Si consuma la notte
persa dalla nera morte
nella chiusa strada.
Si logora nella cenere il rumore e
germoglia l’arsa terra
irrigata dall’amore.
Ti darò,
l’oscurità che precede tutto il mondo in fiore,
l’eloquente sorriso di una rosa di maggio.
il coraggio del non dire nulla.
Le più belle parole sono gemme di bosco
che non conosco.
Le pronunceranno le tue mani aperte,
le nostre giornate future, le onde prossime alla riva.
Ambrosia la tua bocca chiusa sul mio petto,
che non si schiude ancora
ed esala nell’aurora odorosa.
Racchiudimi nel bacio del volere,
nella carezza del mirare,
nel silenzio del non dire.
Guardami soltanto.
Sarò Luna accoccolata nella tua luce,
diventerò musica che si dirama leggera
nella tua sera come un canto.
Non dirò nulla, non ancora,
sarò piena della tua pace,
mentre il tutto tace.
Guardati.
Non si può racchiudere in un solo verso
la bellezza intera
dell’universo.
Le mie parole sfumano
là dove cominci tu.
 

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