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non parliamo mai di sentimenti...
pensieridicarta comment 4 Comments access_time 2 min read

non parliamo mai di sentimenti…

certo che no certo che non ne parliamo, di quali sentimenti poi potremmo disquisire? sarà la cosa buffa che nella parola sentimento io la prima cosa che leggo è senti e penso a sentire, e poi leggo mento, e penso a mentire. che dici, sarà psicologico? cioè, questa predisposizione innata a temere questa consapevolezza del sentire. forse per questo preferisco i sensi. poi sono di più, e lasciano numerose vie di fuga, o baratri nei quali scivolare, tipo nelle sensazioni.

si, ma non parliamo mai di sentimenti…

no, in effetti no. non ne parliamo perchè dovremmo parlarne poi? io rido e sorrido e dico cose e le soffoco nelle risate. strangolo le parole fra la lingua e identi. le sciolgo. come caramelle. hai presente quelle caramelle gommose,no? ne mangi una a sinistra e hai mezza bocca incatramata di liquerizia o gocce di pino, e allora ne mangi un’altra sperando di riuscire a togliere la prima e se sei fortunato e abile, ci riesci pure; solo che una parte puntualmente finisce per incatramarsi all’altra metà di denti. e allora, tu ne mangi un’altra per vedere se riesci a togliere quel gommume. e se se ifortunato e abile, ci riesci pure. solo che così ricomincia sempre tutto da capo…

esattamente come con le parole.

si, ma il sentimento?

e non ne parliamo, no. lo so. ma sentimento buondio, vuol dire sentire, comunque, percepire coi sensi. e percepire percepisco. ti ascolto. ti sento. nelle parole, sotto le dita. nel vario pulsare come il movimento del mare, no? avanti e indietro. avanzare e retrocedere. la risacca. il rumore del mare nelle conchiglie che porti all’orecchio, ma anche lì mica è vero. mica è il mare. è solo aria.

e questo che c’entra?

nulla. non so. pensavo a quei momenti di passaggio. di trasformazione. quei momenti tipo quando un "wilde party" si trasforma in un addio al celibato; tipo che un attimo prima il protagonista sta agitando un tanga di lustrini e all’improvviso cambia scena e si ritrova con in mano un pannolino. e questo non c’entra proprio nulla. questo, no.

si lo so, non parliamo mai di sentimento. no. scherziamo. e questo è già abbastanza. voglio dire, di tutti i modi, non è questo forse il migliore modo concessoci per essere il più seri possibile?.

Senti, mento…

Ascolta, ti racconto una bugia…

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  1. Bello il tuo modo di discorrere!

    Come dice Robert è davvero gustoso!

    Mi ricorda un pò “Memorie del sottosuolo” di Fëdor Dostoevskij.

    Adoro quello scrittore!

    Bravooooooooo