Cara StregaLunare (*), tu scrivi: “Mi è arrivato il libro oggi. Voi non mi crederete, non ha il solito profumo cartaceo, ma profuma di una delicata fragranza… Una vera magia!”
Cara StregaLunare, io credo alle magie… Qualcun altro ci crede? Avvengono quando meno te lo aspetti: di giorno, di notte, quando piove, o quando c’è il sole… Quando le nuvole vestite dei colori dell’arcobaleno, vagano leggiadre nel cielo e si guardano, occhieggiano, spumeggiano… E si muovono eleganti spinte dal soffio del vento.
Magia è anche ritrovarsi qui, in questo Blog e scrivere, dialogare, leggere poesie e racconti bellissimi, ascoltare la musica.

Grazie Robert per questo bel giardino che tu curi con dedizione e amore, offrendoci la possibilità di venire qui, dove nascono sempre nuovi fiori della poesia del cuore, con i versi e le immagini più belle. Grazie per aver dato la possibilità anche a nuovi autori di poter entrare a far parte di questa “bella e straordinaria Casa della poesia”.
Un tempo i poeti e gli scrittori si potevano riunire soltanti nei tradizionali salotti letterari come “Le Giubbe Rosse” di Firenze ed altri. Fu lì che Mario Luzi insieme ad altri amici teneva in vita “L’ermetismo”. Adesso, invece ci possiamo ritrovare qui, nel web, in questa casa, in questo salotto meraviglioso di “Poesia quando essa attinge più che mai dalla vita stessa per divenire Letteratura e vestirsi di Lei, proprio come fanno le nuvole in cielo con i colori leggiadri e soffusi dell’etere.
Un salotto bellissimo di musica e poesia che definirei, oggi, all’inizio del terzo millennio, “Real – Romanticismo”, o “Verismo – Romantico”, una nuova corrente letteraria che tende a ripristinare i valori perduti e che riporta l’essere umano e il suo sentire al centro dell’”umana vicenda” nel viaggio della vita.
Abituata a scrivere solo sulla carta e a divulgare le mie opere solo nel modo tradizionale della stampa italiana, è un’esperienza straordinaria per me, quella del web, come lo sarà per tanti scrittori che ancora non scrivono abbastanza su internet. Chi più di internet può rappresentare la parola? Grazie anche al web è possibile far conoscere di più le nostre opere, i nostri pensieri ed anche i nostri libri, scambiarci opinioni e commentare direttamente le opere di altri autori.

Ancora grazie Robert

Nicla Morletti

***

(*) L’articolo che leggete è un commento lasciato da Nicla Morletti in un mio precedente post ma diventa qui un ottimo spunto di discussione per tutti i lettori e gli autori del Blog degli Autori. Aspetto i vostri commenti.

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85 thoughts on “Profumi, magie e Verismo – Romantico

  1. Penso di aver perso molto in qst mesi lontani da qst giardino.
    Ho letto un po’ i vostri commenti e nn penso che possa aggiugere altro alle vostre meravigliose parole.
    Ho scritto sempre facendo parlare il cuore facendomi cullare dalla musica e perdonate non mi sono mai chiesta se rientravo in una nuova corrente letteraria, sono troppo umile per pensare con tale prospettiva, però una cosa è certa internet mi ha dato la possibilità di lasciare in qst mondo virtuale parti di me destinate ad un anonimo quaderno.
    Grazie a te cara Nicla e a te Robert

  2. Cara Nicla, vedo che la discussione sul verismo romantico sta dando buoni frutti e che il sasso che hai lanciato sta producendo infiniti cerchi sulla superficie dello stagno. Spesso, alla sera, entro nel Blog degli Autori e leggo poesie e racconti, e ogni volta mi sorprendo a leggere poesie e prose così belle. Così mi addormento con immagini bellissime negli occhi e versi sublimi nel cuore, certo di aver trascorso un’ottima serata e di aver imparato qualcosa da queste letture. Lo stesso fatto di trovarci tutti insieme in quest’ isola di amore e di poesia, pur vivendo in un mondo oscuro e terribile, non è meraviglioso? E allora è questa forse la vera realtà in cui viviamo, è il verismo romantico il vento che ci dona la speranza di un mondo migliore e ci rende tutti noi protagonisti del suo impetuoso soffio. Colgo l’occasione per inviare a te, Cara Nicla, a Robert e a tutti gli amici del Blog degli Autori i miei migliori auguri per
    un fantastico 2008, Lenio.

  3. Prima di tutto un caro saluto a Nicla (spero che la confidenza non la disturbi) voglio ringraziarla per la sua risposta molto corroborante.
    La questione del “Verismo romantico” va approfondita e divulgata nelle riviste specializzate e non.
    Non catalogare altrimenti si ricade nella burocratizzazione (non è una parolaccia ma quasi), in strette vesti che andrebbero bene solo che ad alcuni e non a tutti. Tra poco è Natale, che è una festa di Pace, pertanto auguro a tutti Voi, che leggete, una serena festa.
    Mi diletto anche a coltivare creature vegetali, compatibilmente con la pochezza degli spazi in città, e a tal proposito ultimamente sono allietato dalla nascita di alcune piante di ciclamino ( quei ciclamini che si trovano dal fioraio, durano una stagione e poi si gettano). Dovreste vedere come sono carine quelle minuscole foglioline indifese ( Un millimetro circa) spero di riuscire ad allevarle fino alla fioritura.

  4. Caro Animus, giuste molte cose che scrivi. Io sono più ottimista riguardo al web. Ho visitato il tuo e ho letto: “Lo spirito delle cose e l’anima del mondo”. Interessantissimo. Perché dici che Sapienza è altrove e non sul web? La si può trovare anche qui. Io, ad esempio, leggendo il tuo blog, ho letto cose che mi interessano da sempre e in un attimo, senza cercare chissà dove, si è aperta una nuova finestra. La conoscenza è disseminata ovunque, basta saperla cercare e riconoscere senza farsi trarre in inganno.
    Una corrente letteraria è alimentata da continui confronti critici dei testi, dici. Leggo migliaia di opere di autori all’anno, Animus, per lavoro, ovviamente. Lo faccio anche per passione e con passione. Di Verismo-Romantico non ne ho parlato solo io. Ci sono stati altri autori e critici prima di me, fuori dal web, poco tempo fa, a parlare di questa corrente. Io sono approdata al web con il Concorso di Emozioni ed entrare qui, per me è stato un enorme bagaglio di conoscenza ed esperienza. Sul web non c’è che da scegliere. Persino Wikipedia, la famosa enciclopedia è un’opera di immensa conoscenza…
    “Sapienza è altrove”, scrivi… Raccogliamola noi, qui, Animus, sempre di più, facciamo di questo luogo un luogo di grande conoscenza. Lo è già, Animus, dal momento che in tantissimi, veniamo qui, leggiamo, ci confrontiamo, vagliamo, facciamo poesia. Già, la Poesia, la più alta forma di conoscenza… La Purezza del cuore. Anzi, adesso a pensarci meglio, ricollegherei il tutto alle parole lette proprio nel tuo Blog: “Lo spirito delle cose e l’anima del mondo, ovvero la Poesia.”

    Nicla Morletti

  5. Certo, Nicla, anch’io guardo alla positività del web; su tutte, la possibilità di avviare e coltivare luoghi (come questo) preziosi nel loro essere fonte di contatti a volte non superficiali. Tuttavia, dal mio punto di vista continuo a notare che internet è sostanzialmente mezzo per far conoscere l’opera propria e conoscere quella altrui come qualcosa di finito, di realizzato. Apprezzabile o no, in ogni caso “incapace” di insegnamento.
    In altre parole, non è un mezzo che offra strumenti adeguati di conoscenza critica dell’opera. Non è qualcosa che riguarda il mezzo in sé, ovviamente, è qualcosa che riguarda un’incapacità strisciante tra la stragrande maggioranza delle persone che lo usano. Poi, che questo sia positivo o negativo è altro discorso.
    In quest’ottica, tra l’altro non vedo nemmeno come si possa parlare di una nuova corrente. Personalmente ritengo che una corrente sia formata da molto, molto più di cento o mille o diecimila persone che scrivono più o meno seguendo direzioni comuni, nello svolgimento del proprio personale “sentire”. Una corrente è alimentata da serrati e continui confronti critici dei testi, da un comune studio consapevole del passato che ci si lascia alle spalle, dalla condivisione di prospettive linguistiche, tematiche, ecc. ecc.
    Non so quante persone che scrivono abitualmente nel web siano disposte a coltivare tutto questo. Ben poche, temo. Le emozioni interiori si sono sempre espresse in un’infinità di modi diversi e continuerà ad essere così, internet è un altro mezzo che si aggiunge agli altri. Ma la sapienza, a mio parere, è altrove.
    Francesco

  6. Cari compagni di questo splendido blog, che dire, ogni volta scrivere in questo angolo di paradiso, fatto di parole e sentimenti, è come estraniarsi davvero dalla realtà, per poi riallacciarsi ad essa, cantando e raccontanto la straordinarietà della vita..

    Ne approfitto per complimentarmi con il caro Robert, e per dire che anche a mio parere è molto interessante affrontare un argomento come quello della corrente letteraria. Quanto al suo nome, “Verismo-Romantico” mi sembra molto appropriato.

  7. Cara Nicla leggo con piacere molte opere di tanti autori anche più giovani di me e devo dire che internet sta aiutando tanti di noi a trasmettere con le loro opere proposte tante emozioni
    Quanta bellezza di poesie dove le emozioni vere e sentite degli scrittori vengono fuori
    Mi piace e trovo molto esatto il termine”Verismo romantico”
    complimenti a tutti e sopratutto al blog degli autori
    Tanti saluti

  8. Un caro saluto a Giusy per le sue splendide parole, a Luciana, che come me, si è commuove nel rileggere ciò che ha scritto, liberando e trasmettendo così, allo stesso tempo, le emozioni.
    Un affettuoso saluto a Renato che ci descrive questo salotto come un parco alberato con piante profumate.
    Anche io lo immagino così: se chiudo gli occhi vedo rose, giacinti, gelsomini e altre piante di una rara bellezza. MA la cosa ancora più bella è che emanano un profomo soave che si espande sempre di più nella blogosfera.
    Caro Renato, quando scrivi ciò che ti detta il cuore, sei sulla strada giusta. Segui solo il tuo cuore, nelle pulsioni e nella vita. E tutto ciò che uscirà dalla tua penna sarà molto apprezzato anche dagli altri.
    Parlare e scrivere d’amore è cosa divina. L’amore è sempre vero.

    Nicla Morletti

  9. Cara NICLA questo bellissimo salotto, chè mi figuro in un parco alberato e con piante profumate, mi piace e ti ringrazio di avermi citato quale parte integrante.
    Non ho molto tempo per dedicarmi alla mia nuova occupazione scrivere romantico, ovvero poesie e racconti favolistici, ma a volte riesco a ritagliare qualche “Delta time” per commentare. Di tutti questi commenti precedenti ne ho letti una minima parte (forse trenta, domani li copio e poi cerco di leggerli).
    Non mi vergogno di scrivere d’Amore perchè Amo intensamente. Un pò di vergogna, a scriverne, è che la persona Musa ispiratrice non è, per le ristrette menti borghesi, quella giusta ed anche Lei non si sottrae a questo pensiero, l’altro fatto è che uno scrive ma non sa se va per la giusta strada, o se va per strada!!

  10. Colgo lo spunto dalle parole incoraggianti di Nicla circa la scrittura come emozione allo stato puro che sgorga dal cuore di getto e si traduce in prodotto finito, vale a dire novella, racconto, poesia da ritoccare dopo essere stata a decantare. Anch’io scrivo di getto, la maggior parte delle volte mi commuovo e piango e resto lì, per un po’ di tempo, quasi sfinita e rattristata come per qualcosa che davvero mi é capitata. Pensavo che fosse frutto della mia forte empatia per il dolore altrui e che fosse una mia debolezza. Mi è capitato non ultimo due giorni fa, quando ho scritto un racconto che era stato meditato molto prima e ne è venuto fuori l’intreccio tra tre storie diverse, ispirate a sensazioni realmente provate di fronte a persone vere. E’ scaturita, di getto, una storia un po’ diversa dalla prima pensata, ma più ricca e meglio delineata. Ho pianto, perchè mi ci sentivo dentro fino in fondo. Per un verso ero io, per un altro le persone che mi avevano ispirata, e, per ultimo, le mie paure fatte persona. Grazie Nicla e tutti voi per mettere a nudo dubbi e tecniche di scrittura.
    Lucia Sallustio

  11. Credo che sin dai tempi più remoti l’uomo abbia avvertito il bisogno di esternare, comunicare, condividere quell’esplosione di voci interiori che a volte diventa prepotentemente bisognosa di “urlare” al mondo intero perchè troppo intensa per rimanere contenuta nell’anima di un solo individuo. Tutto ciò si traduce in uno scambio, oggi nell’era del web, come già detto, molto più semplificato, che consente di confrontarsi e di crescere insieme in questo cammino, non senza difficoltà. Sono grata a Manuale di Mari che offre spunti di riflessione interessanti come questo, e a Nicla che con la sua attenta partecipazione apre a tutti noi nuovi orizzonti. Verismo romantico mi sembra proprio una definizione perfetta, in quanto ingloba gli aspetti della realtà visti con gli occhi del cuore, in un ardente desiderio di rinascita e rivalorizzazione di tutti gli aspetti interiori dell’uomo.
    E a chi se non al cuore di chi scrive si può affidare una missione così ardua, in un mondo che corre e corre senza sapere nemmeno dove va…..Grazie a tutti voi
    Giusy Maugeri

  12. Animus, internet, è vero, è senza dubbio un formidabile mezzo di comunicazione. Nascono a migliaia e migliaia i siti e i blog, tu dici. Dobbiamo guardare anche alla positività di questo fenomeno. Forse l’uomo ha da troppo tempo soffocato il suo vero “sé”, ciò che giaceva sepolto dentro la propria anima e forse anche la vera poesia del cuore. Internet ha rappresentato e rappresenta in un certo senso “La libertà” delle pulsioni del cuore. E’ necessario incanalare quelle giuste e dirottarle verso il mare della conoscenza attraverso fiumi e rigagnoli di sapienza. Allora il web può veramente essere portatore della verità. In Letteratura ad esempio, una Sede come questa del Blog degli Autori, è il massimo che si può ottenere in quanto a conoscenza, informazione, diffusione delle opere letterarie volte ad elevare lo spirito dell’uomo. Un luogo dove si fa seriamente letteratura e dove si parla con cognizione di causa dello scrivere e del suo fine. Ne è un esempio questo interessante e costruttivo dibattito.
    La poesia contemporanea, secondo me, sta mutando. Le emozioni stanno venendo fuori sempre più, si leggono tra i versi. Ecco perché ho parlato di Verismo – Romantico. La maggior parte sono emozioni allo stato puro, salvo qualche eccezione. E forse il web ha facilitato molto questa esplosione dei “sentimenti”, sia che si tratti di dolore o gioia, d’amarezza o malinconia. L’amore è il sentimento più forte, si avverte sempre di più nelle opere contemporanee, anche quando si tratti di un grido disperato di angoscia. Anche la negazione apparente in poesia dell’amore è la sua ricerca più disperata.
    La tecnica esasperata senza dubbio sciupa i contenuti, ne cancella la magia. Contenuto e forma stanno a braccetto, non c’è dubbio. Meglio scrivere però tutto di getto, come detta la voce del cuore. E ritoccare dopo. Quel tanto che basta per dare una voce e un suono a ciò che abbiamo scritto. Ma certe volte, quando ciò che scriviamo è vera poesia, la musica delle parole si fonde con quella del cuore.
    Scrivere è un atto d’amore.

    Nicla Morletti

  13. Ottimo l’intervento di Valeria Marzoli Clemente. Bello incontrarsi qui,in questa straordinaria Casa della Poesia. Siamo già in tanti, in così breve tempo a commentare e scambiarci opinioni su questo immenso dono che è il desiderio di scrivere e di comunicare con il mondo. Ed è straordinario essere qui tutti insieme. Noi qui per primi, scrittori e poeti, ad esserci riconosciuti in un movimento del cuore e dell’anima e della Verità della vita. Noi, scrittori, paladini e portavoce di questo movimento che ho definito, che abbiamo poi definito insieme: Verismo – Romantico del terzo millennio.

    Nicla Morletti

  14. Valeria, in questa straordinaria Casa della Poesia, noi possiamo dialogare, scrivere, riflettere, confrontarci e costruire un ponte tra Noi e l’Universo. Siamo gli scrittori del terzo millennio. Come emblema abbiamo una bandiera dove a caratteri di fuoco è scritto: “Siamo veri, fino in fondo, con la nostra gioia, con il nostro dolore, con la nostra attesa e la nostra malinconia.” Così siamo veri e profondi, e ci commuoviamo di fronte a un tramonto, guardando negli occhi dei bambini, dei poveri, degli afflitti, dei bisognosi… E imprimiamo il tutto sulla carta, su un blog, in modo che il nostro linguaggio non vada perduto per sempre.
    Verismo – Romantico.

    Nicla Morletti

  15. Forse questa sera, sto scrivendo troppo, ma è bello comunicare con Voi e le cose da rire sono tante.

    Korus, leggo molto volentieri in questo luogo di bellezza e letteratura il tuo ultimo intervento.
    Bellissima la frase: “L’amore è sempre vero”. Ottima la tua concezione dello scrivere. Tu dici: “E’ un modo tutto mio, personale di mettere in ordine dentro di me”.
    La poesia porta luce dove c’è ombra, dà vita alle emozioni. E non c’ è niente di più bello e di più vero nella scrittura e prima di tutto in noi, nel dare vita alle emozioni e agli spazi del cuore nel cammino arduo della vita. Se qualcuno di noi ha provato il desiderio di piangere mentre stava scrivendo qualcosa, ha raggiunto lo scopo: quello di farsi leggere e soprattutto quello di essere riuscito a leggere nel proprio cuore. E la metamorfosi è avvenuta: il bruco si è trasformato in farfalla. Ha le ali, è bellissima, può volare. E’ libera…
    Nell’amore e nella sofferenza le emozioni ci accomunamo, giustissimo, Korus. Verismo – Romantico.

    Nicla Morletti

  16. Ho letto con attenzione gli ottimi interventi sul tema “Verismo – Romantico”. Se siamo così in tanti a parlarne, in questa straordinaria Sede, significa che ho colto nel segno, che abbiamo colto nel segno.

    Il “Romanticismo” non è morto, come giustamente scrive Samyr74. E non morirà mai, perché vive nell’uomo. Si cela tra le azioni quotidiane, nelle pulsioni del cuore, tra l’anima e il mondo, insieme alla verità della vita e dell’essere. Il Romanticismo aleggia nelle alte cime dei monti della nostra anima, tra le onde dei desideri, in un bosco d’autunno dalla malinconica dolcezza che scioglie il cuore… Fissare il tutto sulla carta o tramite il web, (non importa il mezzo con cui lo si fa), è straordinario.

    Nicla Morletti

  17. Stregalunare, è bello ciò che hai scritto: in poche righe è nato un racconto del cuore così dolcemente vero e romantico: “Ricordo ancora le prime parole che ho scritto su un cartoncino per la festa della mamma…” Un esempio del bello scrivere e prima di tutto del “sentire” in questo alone di Verismo – Romantico.
    Nicla Morletti

  18. Bello l’intervento di Violet: è necessario ripristinare i valori. Il compito è anche e soprattutto nelle mani di chi fa cultura, di chi scrive. Dobbiamo inviare messaggi d’amore all’umanità che ci ascolta. Più gli ideali sono alti, più i messaggi trasmessi toccano i cuori.
    Sì, è l’amore l’immensa aria che ci fa respirare a pieni polmoni e che ci fa gioire del sole, della luna, di un volo di gabbiani, delle stagioni della vita…

    Nicla Morletti

  19. Luciana, sono perfettamente d’accordo con te: la letteratura ha una funzione sociale. E’ la vita stessa dell’essere pensante a divenire Letteratura e deve essere pulita, trasparente, autentica, capace di far sprigionare una grande forza: quella della vera poesia e delle emozioni del cuore.

    Nicla Morletti

  20. Questo spazio da la possibilità alle parole di uscire dal cuore e fissarsi su carta….io credo nei sentimenti e credo alle parole scritte per amore….studiare l’evoluzione di questi sentimenti attraverso quello che si scrive è interessante.
    Ho notato con piacere che il romanticismo non è morto, è ancora in auge ma si accompagna a questa nostra realtà moderna e ci si sposa a pennello mantendo quel candore lunare che solo la poesia puo’ dare.
    Grazie Robert per questi spazi.

  21. Chiedo venia a Nicla se rispondo in ritardo…
    Ho letto un po’ tutti i commenti che si sono susseguiti alla tua e, o per la stanchezza o per la mia ottusità mi sembra che molti hanno deviato da quello che tu volevi dire.
    Quoto con te: l’amore è sempre vero… Sia quello scaturito da un ideale platonico che quello reale e tangibile.
    e allora ecco il tuo “verismo-romantico”…
    Quanto allo scrivere ed al senso dello scrivere io ho una concezione tardo-romantica su quello che è il ruolo della poesia per me.
    Essa non è altro che un modo tutto mio, personale, di mettere ordine dentro di me. Lì dove manca la luce… dove mi sento in apnea… dove mi ritrovo a brancolare come dentro un labirinto. In quel punto del mio cuore e della mia mente in cui non trovo vie di fuga la poesia si presenta come una piccola lucciola, come quel filo di Arianna che mi riporta alla coscienza di me stessa e mi permette, scrutandomi, di rimettere a posto il puzzle del mio essere…
    Questo è “verismo”… questo è il senso “romantico” del fare poesia.
    Che poi altri mi leggano e dicano… “però mi ha emozionato”, allora è per me un momento di gioia perché in quel momento si realizza tra me e il lettore quella comunicazione di pensiero, quell’empatia che porta l’ uno a dire “Mi hai tolto le parole di bocca” mentre io rispondo “non siamo soli. Nell’amore e nella sofferenza le emozioni ci accomunano”.

  22. Grazie di cuore per avermi invitato a questa discussione ricca di spunti di riflessione. Sono davvero tanti, ci vorrebbero ore e ore per esprimere un’opinione su tutti. Mi limito a postare un paio di considerazioni sugli argomenti che mi hanno colpito maggiormente:
    – internet è un formidabile mezzo di comunicazione, ma è soprattutto un mezzo che offre una “vetrina”. Questo è il suo aspetto giustamente sfruttato un po’ da tutti, compresi gli amanti della scrittura. Che poi si vada anche oltre e si abbia voglia di interagire, partecipando anche alle “vetrine altrui” e facendo nascere così scambi davvero proficui, è altro discorso. Navigo in rete da un paio d’anni o poco più e ho l’impressione che si sia ormai innescato un fenomeno di frammentazione sempre più accentuato, ormai inarrestabile. Anche solo limitandosi a siti, blog, mailing list, dedicati alla scrittura, sono ormai migliaia e migliaia e crescono a ritmo vertiginoso. La “dispersione” della scrittura e delle energie credo sia inevitabile, in questa moltiplicazione esponenziale di spazi virtuali;
    – a proposito di “tecnica esasperata” in parte della poesia contemporanea che sembra soffocare le emozioni (che ovviamente sono alla base di qualsiasi opera d’arte, piccola o grande che sia), mi chiedo se non sia una reazione ad un’assenza totale di essa. Con l’avvento del verso libero e il superamento delle “strutture predefinite”, se ci fate caso i poeti sembrano ormai nascere come funghi… ma forse non è detto che basti andare ogni tanto daccapo perché un testo chiaramente prosastico si trasformi in poesia… ecco, forse certe reazioni esasperanti la tecnica vogliono ricordarci anche questo, e quindi forse sono reazioni che “non hanno tutti i torti”.
    In un bel saggio dedicato a Sylvia Plath risalente al 1970, e quindi ben prima dell’ “esplosione internettiana” (non oso pensare a cosa direbbe oggi…  ), il critico John Frederick Nims ha scritto:
    “Quanti poeti ci sono tra i giovani dai capelli lunghi delle università della nostra amata patria? 50.000? 200.000? Certo più che in qualsiasi altro momento della storia del mondo. Essere un poeta va di moda tra i giovani: ne prendono l’aspetto e sbattono sulla carta i sacri pensieri che nessuno dei “vecchi” ha mai pensato prima, e se ne vanno in giro a gruppi travestiti da poeti; non conformisti proprio come migliaia di loro simili, e come se la godono! Peccato che non lavorino molto. Spontaneità, pensano, ecco quello che ci vuole. Dillo com’è, come ti viene da dentro. Ma Sylvia Plath (…) ha seccamente rifiutato questo tipo di pigrizia.”
    Sono sostanzialmente d’accordo con lui. Credo che oggi si lavori poco, e sempre meno, forse distratti anche da questo formidabile mezzo di comunicazione che è internet. Che, purtroppo, quasi mai è anche mezzo di istruzione.
    Grazie a tutti.
    Francesco.

  23. Grazie Nicla e Robert, per questa bella opportunità che mi state offrendo proponendomi di partecipare a questo salotto multimediale. Noi cresciamo e maturiamo come persone anche attraverso queste mirabili esperienze che ci aiutano a formare il nostro carattere e riuscire a condividere questa gratificante opportunità, legagando indissolubilmente tutti coloro che in qualsiasi modo o forma collaborano alla realizzazione di questa “bella e straordinaria Casa della poesia”. La possibilità di luoghi sebbene multimediali, dove sia possibile esprimere le proprie emozioni serve per riappropriarci della magia, del profumo dell’amore inteso anche come espressione della solitudine, del dolore per legittimare la propria esistenza.
    Grazie Nicla.
    Grazie Robert.
    Valeria Marzoli Clemente

  24. Scrivere…scrivere, scrivere…
    Ricordo ancora le prima parole che ho scritto su un cartoncino per la festa della mamma..avevo 5 anni e non sapevo scrivere, ma in quei segni di ipotetiche parole, c’era tutto l’amore per mia madre, attraverso un illegibile “ti voglio bene”
    Nella mia vita, ho sempre scritto, ho in uno scatolone in garage, una decina di agende diario…di una vita trascorsa con la mia famiglia, attimi vissuti di famiglia ( un modo per arrestare il tempo, un modo perchè io non possa dimenticarmi dei miei affetti che ho già perso).
    Non è una novità per me scrivere, no non lo è…ma dopo una serie di funeste vicissitudini per molto tempo non presi più penna in mano.
    Poi mi comperai un vecchio pc di II forse III mano,( dopo una macchina da scrivere) aprii per caso un blog e incominciai a scribacchiare un po’ di pensieri, che cercai di mettere in versi e sono stata catapultata in questo universo.
    Il web.
    Il web un interessante mezzo di comunicazione…un luogo solitario che ci chiede un po’ di silenzio dal rumore della vita quotidiana.
    A volte lo odio un po’ il web..
    Ma è nel web che posso anche partecipare a belle iniziative, a tavole rotonde come queste, a conoscere belle persone.
    Grazie per l’attenzione e scusate il mio essermi dilungata.

    Dalila

  25. Su questo Verismo Romantico credo siano necessarie molte parole.
    Ma non mi dilungo.
    Dico solo che tramite la poesia nel web, si possono mettere a confronto una moltitudine di differenti realtà…
    Uomini, donne e anche molto giovani scrivono di se’ come per aprire una propria finestra al mondo.
    Ad un mondo che, a mio avviso, sta frantumando molti valori.
    Nasce la necessità di esprimere questa sete di capirsi anche attraverso semplici versi.
    Condivisione dunque..di un sentimento che accomuna tutti: l’amore, questa immensa luce che ci fa respirare.
    Violet

  26. Buona domenica a tutti. Questa mattina riflettevo sull’ultimo commento della signora Morletti e sulla constatazione/domanda che forse le emozioni corrono altrove. Appunto su questo luogo altro e alternativo rispetto ai luoghi tradizional dell’animo vorrei parlare. Sono luoghi alternativi a quelli quasi diventati luoghi comuni, scontati, banali, triti e ritriti. Molto spesso si tratta di luoghi “noir”, dell’orrido, luoghi da detective, luoghi di efferrati delitti. Non condivido personalmente questo dilagare dei romanzi, film e serie televisive del poliziesco, delle squadre speciali, dell’orrore. Una sorta di iniziazione a partire dai piccoli brividi che già gli adolescenti consumano avidamente. Non si tratta di deprezzare un genere letterario, lungi da me e dalle mie idee di massima tolleranza dell’opinione e dei gusti altrui, ma c’é sempre una misura in tutto. D’accordo sulla letteratura come specchio del sociale, delle molle psicologiche, comprese le perversioni, che muovono l’individuo, ma non vi sembra che si stia esagerando e che sempre meno sono quelle produzioni che, basandosi su sentimenti veri e normali, possano veicolare degli esempi più positivi? La letteratura non è solo momento di fruizione privata, ha anche un ruolo e una funzione sociale ed é bene che se ne riappropri, considerato il pullulare di nefandezze e sconsideratezze letali di cui si sente nella cronaca.Così, pensavo e volevo condividere, da educatrice, la mia idea di letteratura.

  27. Giustissimo ciò che scrive Robert: “Cos’è la Letteratura senza emozioni?”
    Ed ancora: “Ci si chiede perché i giovani o le persone in genere leggono sempre meno. Forse perché le emozioni corrono in qualche altro luogo…”

    Nicla Morletti

  28. Interessantissimo questo dibattito. Costruttivo ed efficace. Soprattutto coinvolgente.
    Ciascuno sta dando il meglio di sè, offrendo a tutti spunti per una maggior conoscenza sull’argomento.
    Robert ha riportato un brano meraviglioso di Giovanni Verga, tratto da “I Malavoglia” che è persuadente poesia. Il Verga che tende a dare nelle sue opere un’interpretazione totale della vita dell’uomo, con immagini che riflettono il discorso mentale emotivo e intuitivo dei personaggi, in un coro di cieli limpidi e notti stellate, alternati a momenti di solitudine del cuore. Domina la Pietas, come scrive il Professor Nicola Costantino. Domina anche il Pàthos.
    Trascriverò altri brevi brani, belli e commoventi, di Alessandro Manzoni, il caposcuola del Romanticismo:
    “Il barcaiolo, puntando un remo alla proda, se ne staccò; afferrato poi l’altro remo, e vogando a due braccia, prese il largo, verso la spiaggia opposta. Non tirava un alito di vento; il lago giaceva liscio e piano, e sarebbe parso immobile, se non fosse stato il tremolare e l’ondeggiare leggero della luna, che vi si specchiava da mezzo il cielo…
    Lucia scese con l’occhio giù giù per la china, fino al suo paesello, guardò fisso all’estremità, scoprì la sua casetta, scoprì la chioma folta del fico che sopravanzava il muro del cortile, scoprì la finestra della sua camera… Posò il braccio sulla sponda, posò sul braccio la fronte, come per dormire, e pianse segretamente. Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime ineuguali… torrenti, de’ quali distingue lo scroscio…”
    Pura commozione, secondo me.
    Quanti racconti, quante nostre poesie rispecchiano questi stati d’animo. Dentro ciascun autore contemporaneo si cela il cuore di un Verga, di un Manzoni, per questo ho parlato di Verismo romantico. Soprattutto nella blogosfera, certi diari, certe poesie, certe riflessioni sono canti d’amore, melodie dell’anima che si elevano alte in coro, dando vita a un’orchestra di magiche armonie. E sgorga copiosa, l’emozione.
    Melodia, malinconia, tenerezza, dolcezza, nostalgia… Magia delle magie, qualcuno ci si ritrova?
    Io sì.

    Nicla Morletti

  29. Brevi cenni sul verismo italiano

    Da noi, il verismo doveva necessariamente sottolineare gli aspetti più sfiduciati, scettici, pessimistici, e mettere in ombra invece(soprattutto negli spiriti più pensosi e meno inclini all’improvvisazione) gli aspetti polemici, satirici, moralisti. In quanto, da un lato, esso recava nel sangue il peso inerte di un’antichissima esperienza di amare delusioni, e dall’altro lato, veniva meno ai veristi italiani il sostegno di una coscienza popolare diffusa, già matura e disposta a lottare per l’affermazione di certi diritti umani; non si istituiva per essi quel rapporto cordiale e diretto fra lo scrittore e il suo pubblico, per cui lo scrittore sente di essere il portavoce di un’esigenza che cresce e si espande intorno a lui e insieme a lui.
    Donde quel che il verismo italiano ha in meno, rispetto ai suoi modelli francesi ed europei, in fatto di slancio, di vitalità immediata, di forza espansiva, e che dipende insomma da un diverso grado di evoluzione sociale, dal persistere in Italia, e specialmente nel sud, di una frattura pià grave e profonda fra l’intelligenza dei pochi e la cieca e muta desolazione del più.
    Il verista italiano rimane,in sostanza il gentiluomo che si piega a contemplare con pietà sincera, ma un tantino condiscendente, la miseria materiale e morale in cui le plebi sembrano immerse senza speranza di salvezza in un prossimo futuro.

  30. Prendendo spunto dai preziosi interventi di Patelli e Irene Leo e per rilanciare la discussione su un aspetto che giudico essenziale in questo dibattito propongo un nuovo interrogativo.

    Condivido le osservazioni di Daniele Patelli quando ci invita a non dimenticare un serio discorso sul linguaggio oltre a “muovere i sentimenti”. Certo, dobbiamo ricercare e coltivare la bellezza e la ricchezza delle nostra lingua, dobbiamo esplorare e sperimentare tutte le possibilità della forma. Tuttavia mi chiedo non è proprio questa continua, pervicace, estrema e, spesso, fine a sé stessa sperimentazione ad aver ingessato la letteratura italiana da un certo momento in avanti? Non è proprio questa possibilità di “infinite di costruzioni, decostruzioni, assonanze, rimature, sonorità” in cui si sono come persi molti autori della letteratura italiana degli ultimi decenni? Non è proprio questa estrema e, in alcuni casi, consentitemi, persino maniacale, attenzione per la forma in quanto tale ad aver svuotato e svilito ogni vero autentico afflato poetico?

    Ci si chiede perché i giovani o le persone in genere leggono sempre meno… Forse perché le emozioni corrono in qualche altro luogo. In una canzone, in un film oppure nel web. Forse bisognerebbe chiedersi: cosa è la letteratura senza emozioni? La letteratura può essere solo artificio linguistico, stupore per il talento dell’autore e per i suoi virtuosismi?

    Forse dobbiamo comprendere che nell’era del web si può arrivare più facilmente alla storia della letteratura proprio attraverso la pratica della scrittura e non viceversa… Perché il vero interesse per quello che rappresenta il “substrato necessario” per chi scrive, come osserva giustamente Irene Leo, nasce da quella scoperta di sé stessi che è favorita proprio dalla scrittura. E’ una crescita in cui si affina la nostra sensibilità, si evolve la nostra curiosità, si stimola la ricerca e l’esplorazione del presente e del passato, si anima il confronto con chi ha scritto prima di te ed ha lasciato la sua impronta nella letteratura di tutti i tempi.

    Tra le tante “mode” questa dello scrivere non credo sia da temere ma, piuttosto, da incoraggiare, favorendo in tutti i modi le implicazioni più feconde del fenomeno.

  31. “Le stelle ammiccavano più forte, quasi s’accendessero, e i Tre re scintillavano sui fariglioni colle braccia in croce, come Sant’Andrea. Il mare russava in fondo alla stradicciuola, adagio adagio, e a lunghi intervalli si udiva il rumore di qualche carro che passava nel buio, sobbalzando sui sassi, e andava pel mondo il quale è tanto grande che se uno potesse camminare e camminare sempre, giorno e notte, non arriverebbe mai, e c’era pure della gente che andava pel mondo a quell’ora, e non sapeva nulla di compar Alfio, né della Provvidenza che era in mare, né della festa dei Morti; – così pensava Mena sul ballatoio aspettando il nonno.”
    Giovanni Verga, I Malavoglia.

    Ho citato questo brano perché se “verismo” significa esser vicini a questa forma letteraria allora, forse, dobbiamo stare attenti a non farci imprigionare dalle parole e dalle definizioni.

    Non credo che serva dire altro.

  32. Caro Giovanni,
    mi spiace che non condivida il mio pensiero. Lei intende forse per verismo esclusivamente il movimento ideologico e letterario che dominò la cultura italiana e straniera nella seconda metà dell’ottocento.
    Adesso siamo agli inizi del terzo millennio e la parola verismo in sé, italianamente parlando, significa adesione al vero in ogni forma di rappresentazione artistica e letteraria. Cosa c’è di più vero e spontaneo delle pulsioni del cuore del poeta contemporaneo? Io sul web e fuori dal web leggo opere bellissime di autori che attingono alla realtà del loro “io” più profondo e a quella della vita, reinterpretandola con il calore dei sentimenti e della passione, riscoprendo le bellezze della natura, rintracciando le origini dello spirito moderno nelle radici anche del tempo passato.
    Da qui la parola romanticismo.
    Un caro saluto
    Nicla Morletti

  33. …en passant.
    Leggevo i commenti about verismo-romantico. La poesia è vita al quadrato, e lo diceva uno tra i più grandi autori italiani citati dalla Signora Nicla qualche commento fa. Dunque questo bisogno di comunicazione “particolareggiata” si fonde con la rete che ha dalla sua potere di amplificare sensazioni ed emozioni. La poesia è volto speculare di ciò che è l’esigenza attiva del nostro presente: volontà di ritrovarsi nei sentimenti…
    Arma a doppio taglio però:una tendenza/necessità su larga scala poi può diventare moda…questo il pericolo unitamente all’altra “esigenza”:la visibilità. E poesia assume maschere a festa e voci straniere, e gabbia dorata. Ne faccio largo uso della rete, (e sono innamorata della poesia) posso dire di conoscere bene certi meccanismi. Non amo particolarmente le classificazioni ma personalmente sono per una poesia beat nei modi e al massimo crepuscolare nei colori, non amo le cose urlate…per una sorta di infimo rischio, una paura sì, che Poesia possa essere indotta, là dove dovrebbe essere spontanea…
    In un futuro prossimo venturo mi auspico una crescita dell’interesse oltre che per la pratica delle materie letterarie, anche per la storia della letteratura, la nostra storia, un substrato necessario in chi scrive.
    Ma tornando a noi..E’ comunque lodevole l’impegno di chi si adopera per la Poesia, l’intento merita largo consenso, e plauso…i miei complimenti per il grande lavoro e per l’entusiasmo al team, e agli autori che in parte conosco e leggo.
    In bocca al lupo…

  34. Senza offendere Nicla che, sicuramente interverrà e spiegherà in prima persona, mi permetto di replicare subito a Giovanni che c’è un romanticismo come movimento letterario circoscritto ad un periodo storico e un romanticismo dell’animo precedente e successivo allo stesso. Altrettanto vale per il verismo. Il connubio dei due movimenti lanciato da Nicla Morletti, invece, é per me veramente felice e quanto più appropriato al nostro momento storico e all’atteggiamento verso la vita da noi mostrato.Una vita che fotografiamo, percepiamo attraverso “il cancello dei sensi”, filmiamo con la mente e con il cuore, riversiamo sulla carta e sul web. In altre parole essa é colta nella sua realtà e universalità del soffrire, del gioire, del’amare, del combattere per una qualsiasi fede e credo, per qualcuno e per qualcosa. Emozioni colte individualmente da quel popolo di umili che siamo tutti noi, indipendentemente dalla nostra posizione sociale. D’altronde, nel terzo millennio l’uomo sta rivalutando tuto ciò e imparando a non celare i propri sentimenti ma stringersi con gli altri in una coralità poetica che raggiunge punte epiche per contrastare l’individualismo esasperato che ci portiamo dietro dal novecento. Scusami Giovanni per l’arringa e aspetto con ansia i commenti del salotto letterario. Meno felice e più fredda, invece, mi sembra la definizione di virtualromanticismo. Per me virtuale è sempre qualcosa di finto che separa e noi, stiamo ribadendo il vantaggio che il mezzo, invece, ci offre.

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