Il problema insormontabile era il successivo: sicuramente le avrebbe domandato i motivi di questa sua decisione. Cosa avrebbe dovuto rispondere?
Forse la via più veloce era dirgli che s’era accorta di non amarlo a tal punto da assumere un impegno così definitivo, ma, giustamente, le avrebbe obiettato che poteva rendersene conto anche prima. Forse, dopo tutto, quella non era neppure la verità.
Forse tutto questo sarebbe servito per metterlo alla prova, ma non era una cosa troppo crudele se poi si fosse rivelato diverso da quello che si aspettava? E se avesse sofferto veramente? Si sentì una sadica: avrebbe provato piacere nel vederlo soffrire, perché avrebbe saputo che anche lui aveva un cuore. Fu scossa dai suoi pensieri dalla morbida voce di lui.
“Amore…ti vedo diversa, così lontana! Ascoltami. Lo so che non sono l’uomo della tua vita, o meglio, che non rappresento il tuo ideale di uomo: spesso mi accorgo che mi scruti con quei tuoi occhi vispi e che cerchi di trovare in me qualcosa che ti stimoli, ma io sono così! Non posso e non voglio cambiare. Se tu mi vuoi, devi prendermi per quello che sono. Accettami. Non sono perfetto, anche se faccio di tutto per farlo credere, ma ti giuro che ti amo, che non ho mai amato nessun’altra così come amo te.”
Detto questo si fermò, aspettando una risposta che arrivò solo dopo un po’.
Francesca era ammutolita. Qualcosa stava andando storto, i suoi piani erano stati sovvertiti. Non doveva essere lui a parlare, ma lei! Accidenti.
“Allora ti sei accorto dei miei dubbi e non mi hai mai detto nulla! Mi hai lasciata bollire nel mio brodo senza venirmi incontro! Perché? Tutto questo… si sarebbe potuto evitare.”
“Tutto questo…cosa significa?”
“Significa che non ti voglio più sposare. Ecco cosa significa.”
Matteo si alzò dal letto, la guardò e le mollò un ceffone in pieno viso, con la mano bene aperta.
“Mancano due ore alla cerimonia. Ora io me ne vado a casa a cambiarmi e ci vediamo alla chiesa alle 16.30 come d’accordo. Cerca di crescere, non puoi fare la bambina tutta la vita: devi prenderti le tue responsabilità, non puoi tirarti indietro proprio adesso. Io lo so che ti passerà, quello che stai provando è solo paura, ma vedrai che ho ragione io. Tu hai bisogno di me, anche se fai di tutto pur di non riconoscerlo.”
Non le lasciò neanche il tempo di rendersi conto di quello che era successo ed era già sparito.

 

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“Stupidi presagi” di Mynona è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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3 thoughts on “Stupidi presagi – VIII puntata

  1. A volte non è così semplice, ci sono momenti della vita in cui tutto è confuso e magari basta poco per svegliarsi dal torpore….e rendersi conto di essere dei babbei!

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