Intanto l’intensità del temporale stava diminuendo. Mise in moto il suo macinino, che stranamente rispose subito alla sollecitazione e fece manovra per tornare verso casa.
Chissà la manfrina che avrebbe dovuto sopportare da sua madre! Sparire così, senza dire dove andava, il giorno delle sue nozze poi! Desiderò di sparire sul serio. Dopo l’acquazzone il volto della campagna non era più lo stesso di quella mattina, i rumori giungevano più attutiti, gli animali si erano rifugiati nei pollai o nei fienili: tutto sembrava desolato.
Imboccò il viottolo del suo cortile quando mancava un quarto a mezzogiorno. Casa sua era in subbuglio.
Vide sua zia Beatrice attraverso la finestra aperta della cucina che parlava animatamente con sua madre: sapeva di essere il loro argomento! Non appena sentirono il rumore del motore uscirono entrambe sul terrazzo sul piede di guerra: sul loro viso si leggeva chiaramente che erano sul punto di dirgliene quattro.
Infatti, non fece in tempo ad aprire la portiera che già le loro grida le occuparono la cavità cranica.
Con una smorfia di dolore Francesca si portò le mani alle tempie e l’ultima cosa che pensò, prima di accasciarsi a terra, era che stava esplodendo.
 

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“Stupidi presagi” di Mynona è un racconto a puntate pubblicato nell’ambito dell’Iniziativa “E giunse Amore” lanciata dal Blog degli Autori insieme a Zenzerocandito. Per maggiori informazioni e partecipare segui questo link.

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3 thoughts on “Stupidi presagi – V puntata

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