Non si accorse che il sole era sparito, coperto da una coltre di nuvole grigie. Se ne rese conto solo quando fu riportata nel presente dal rumore di un tuono in lontananza e dalle prime gocce di pioggia. Si alzò e corse alla macchina.
Qual era dunque il detto… ah, sposa bagnata, sposa fortunata!
Salì in fretta, giusto in tempo per evitare lo scroscio d’acqua. Era uno dei primi temporali estivi di fine primavera, con lampi e tuoni a non finire. Francesca si rannicchiò sul sedile accanto a quello del guidatore per stare più comoda, con l’intenzione di aspettare che passasse.
Aveva sempre avuto paura dei temporali. Matteo la prendeva sempre in giro per questo, soprattutto perché non erano i lampi a spaventarla, cosa che sarebbe stata anche lecita, ma i tuoni.
I rumori forti non le erano mai piaciuti. Il suo cervello li amplificava ed anche dopo qualche minuto continuavano a rimbombare, rimbalzando come un’eco tra una parete e l’altra all’interno dell’orecchio. Era una sensazione sgradevole e solo per questo motivo non sopportava i tuoni, ma siccome spesso non aveva voglia di spiegare tutta la storia, faceva prima a dire di averne paura, la qual cosa invece suonava del tutto normale alle orecchie della gente. Strana davvero la gente.
Cominciò a sentire freddo. Con una mano cercò di arrivare nel baule per prendere una vecchia giacca di lana che teneva sempre lì, per le evenienze. Era una giacca informe, con le maniche troppo lunghe, uno dei suoi primi esperimenti di lavoro a maglia, di sicuro tra i meno riusciti, ma era pur sempre una cosa fatta da lei e ci era affezionata. Finalmente la trovò e se la mise sulle spalle.
Guardò l’orologio sul cruscotto: erano le dieci. Chissà cosa stava facendo, lui!
Di sicuro non era il tipo da turbamenti prematrimoniali. Tutto preordinato, organizzato alla perfezione, non un capello fuori posto. Si chiese come fosse la vita per una persona così.
Probabilmente aveva già in mente anche di pianificare la sua. Orrore! Il fatto che lei non fosse ancora arrivata a capire quale fosse la sua strada non giustificava per nulla che fosse qualcun altro a decidere per lei. S’immaginò quarantenne senza scopo ad aspettare qualcuno che non arrivava mai.
Valeva la pena vendersi così?

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7 thoughts on “Stupidi presagi – IV puntata

  1. direi a costei.. “no non farlo se nn sei sicura”.. ma poi penso.. sono normali questi dubbi? forse si.. forse no..non lo so.. ma aspetto con ansia la continuazione.
    un abbraccio.

    Femme.

  2. “vendersi”?
    ma perché si va sposare allora?
    Non capisco: sembra in balìa degli eventi della vita…Ma ama Matteo?

    Aspetto il seguito, non so ma credo che stravolgerà le “logiche” aspettative della vita…

  3. Io credo che ci siano molte persone che finiscono per sposarsi senza sapere veramente perchè, persone fragili, in balìa degli altri, incapaci di decisioni forti, vuoi per carattere o per immaturità. A volte s’arriva a capire la propria strada troppo tardi e a caro prezzo. Questo in generale….non è detto che riguardi la nostra Francesca:-))))

  4. Ero “rimasta indietro”.. mi sono letta tutte le puntate fino a qui e devo dire che il racconto scorre molto bene. Mi viene da dire che le donne – generalizzo, è vero – sono molto “cervellotiche”.. sempre lì a pensare 🙂
    Ma è vero.. qualche dubbio “prematrimoniale” viene penso a tutte.. anche a quelle che sono sicure, ma il mattino della data fatidica, qualche pensiero si fa 😉
    Aspetto il resto 🙂
    Un abbraccio
    Ars

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