Cammino
come uno spettro
sull’orlo del baratro:
sono caduta,
novello angelo maledetto,
dal paradiso
all’inferno.
Mi manca la tua voce.
Vorrei non amerti così,
ma non riesco
e le lacrime scendono
autonome da me.
Ci vuol poco a rinascere,
brucio
e rivorrei la vita
dalle mie ceneri.
Ma tu non mi chiami.
Chissà se chi ama di più
è l’anello debole…
io mi sento punita
dal tuo silenzio,
devo espiare la colpa
di troppo amore.
La mia stupidità…
è il mio tormento:
ho oltrepassato il limite
del non ritorno.
Vale la pena amare così?
Non lo so più.
Prima lo credevo,
ora vorrei solo
stare in pace.
Non riesco a vivere
il distacco
con serenità;
tu non c’entri,
è solo colpa mia,
ma non posso amarti
in modo diverso.
Insegnami il tuo segreto.

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3 thoughts on “Com’è facile cadere

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