
Come il primo fiocco di neve dell’inverno sulla punta del naso o il sapore dolce del primo bacio inesperto, ma anche come la rabbia ruvida e bruciante della prima sconfitta o di una grande delusione. Come ogni stella cadente che attraversa il cielo e ci fa capolino, anche questo giorno passa in fretta, lasciando una scia un po’ confusa e tutta d’oro di parole, sguardi che s’incrociano e odori. Il matrimonio di Flo è un arcobaleno che tarda a sparire.
Sono certa che non dimenticherò Margherita e il suo pancione, quasi ostentato come un dono d’amore di cui andar fieri e coperto dal suo elegantissimo vestito blu lungo fino alle caviglie. Non dimenticherò Patty avvolta in una stola che la rendeva più appetitosa di una crème brulée, né Miriam che sfoggiava un look da conquistatrice maliarda come non mai e neanche Carlò, sorridente e rilassata in un vestito insolitamente femminile e provocante. Non dimenticherò nemmeno l’occhiolino di Fabio e il suo sguardo compiaciuto che mi apprezza fin da lontano, ma soprattutto non riuscirò mai a dimenticarmi Flo, che entra al braccio di suo padre, leggera come se i suoi piedi non toccassero terra… come se non fosse lei! […].
Eccoci là, tutte in fila, tutte insieme, nonostante tutto. Come in una sinfonia, ognuna di noi se ne sta come la nota giusta sull’esatto rigo del pentagramma: l’amicizia non fa stecche, è la sola canzone perfetta che ogni voce può intonare.
Per un attimo mi sono sentita veramente fortunata ed è questo attimo che voglio tenermi dentro e ricordarmi per sempre.
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Brano tratto da “Pasta Bianca” di Monia Scarpelli
Immagine: Unità di Monica Stewart


