La morte mi colga danzando
gridava il super uomo.
I poveri morenti attoniti
lo guardavano ballare
con pelle ruvida di serpente.
Pur di vivere erano pronti
a sacrificare l’agile bestiola
scivolava in coni d’ombra
come un demone di desiderio
umano, troppo umano
per essere compreso.
Il serpente continuava a danzare
sopportava impazzito, umiliazioni
scherzi boriosi di uomini in divisa
con la punta di un bastone
l’avevano colpito, ferito a morte
fu seppellito in una fossa comune
non aveva corone d’alloro
ma i militari cercavano il super uomo
ne ammiravano la specie
ripulita dalla colpa
dell’ariano Adamo e la sua Eva.
Il destino serbava un tranello
nel caos di un progetto, a dir poco, assurdo
tagliava la coscienza con coraggio
diplopia di un occhio distorto
poneva l’ordine in assoluto comando
in fondo, la guerra, era un ordine
distruggeva ogni cosa
tra il fumo, la fenice era risorta
pareva un serpente dalla pelle alata
sul capo indossava la corona uncinata.
Nel tetro mortaio un bambino era nato
tra capezzoli di ferro finiti dentro un cavo
di fuliggine annerita dalla pialla di camino
la sentinella intanto, preme una leva
tra la cenere…
Nessuno ha più voglia di ballare!

***
Dal libro Improvviso profondo… di Miriam Luigia Binda

© 2010, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

9 thoughts on “Un ballo per Nietzsche

  1. Un indimenticabile incrocio tra vita passata ed oggi, un passato che ritorna amaramente alla memoria di tutti (anche non ebrei)

  2. Una poesia che si carica di simboli e gioca con l’orrore della guerra non per divertimento.
    Perchè anche Nietsche qui diventa un imbroglio del nazismo che usa il super uomo per trasformarlo in un mito dell’ariano nazista. Queste assurdità nascono anche da intolleranze e pregiudizi che si accendono di odio senza la mediazione di un ragionamento serio e capace di riflettere ed anche oggi dobbiamo fare attenzione che certi fanatismi lasciano forti risentimenti e sono come delle micce. StradaSimo

    1. TANZ TANZ ancora un triste danza nel cuore nostro e questa poesia mi ricorda la corona uncinata come un potere della follia. ciao anche a marta che mi hai dato questo indicativo come dato.

  3. in una poesia per chi comprende c’e’ la sofferenza che la memoria non deve disperdere nel tempo.
    Molto interessante ed armoniosa.

  4. Questa poesia spiega in poche righe, tutta la nostra storia intendo la storia triste che i giorni della memoria portano a galla per non dimenticare ed anche i giovani, devono prendere coscienza che la degenerazione dell’uomo fino a farlo schiavo non è poi un fatto del tutto rimosso. ciao

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