A Flora

Doveva essere
una mattina come tante
con nell’aria
il profumo della primavera,
ma nella notte
la morte ha bussato.
Giorno senza ore sei!

Incredula guardo il tuo corpo.
Il calore delle mie mani
non basta a riscaldare
dita intrecciate.
Lampi di flash attraversano la mente.

Inesorabile il sole
muove il giorno.
Sale dal cuore
il sibilo del mio dolore
nella preghiera
al Dio della morte e della Vita.

***

Ricordo di Federica R.

In questa mattina di marzo
sotto un pallido sole
che non scalda ossa
ti accompagniamo nell’ultimo viaggio.
Il volto dei tuoi genitori:
icone di un’agonia
pagine incancellabili.

I nostri animi sono tristi
abbiamo pianto, pregato, cantato
per questo immaturo ritorno
in senus Patris.
La ragione è offuscata
vulnerabile la fede
che esige nel dolore
una fede senza domande.
I tuoi quindici anni
falciati all’alba di un giorno
erba tenera
che il consumismo miete senza un perché.

***

Casa di Rosanna

Malinconia profonda
m’invade davanti
alla tua casa abbandonata.
Ancora, ma per poco
passeri nidificano sotto il tetto
il cinguettio festoso
non basta a mitigare
la solitudine di queste mura.

Altri passeri io vedo…
Strilli di gioia
si rincorrevano nel parco
nessuno di voi è rimasto,
fedele nel tempo
è rimasta solo lei nell’abbandono.
Languisce nel silenzio il parco
rassegnato attende una ruspa…
Sapessi che malinconia.

Dal libro … Io sempre io… – Presenza-Assenza di Marisa Giaroli

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