
Madre –
Il tuo sorriso d’aranci mi squadra.
Silenziosi i tuoi occhi restano
agganciati al mio respiro, mentre io
contemplo dubbioso l’universo.
Ansimando, tutte le perplessità
del tristo mondo accorrono alla mente
mia, angolo di meditazioni semplici
e di ossessionanti interrogativi.
Tu mi guardi preoccupata, madre,
credendo di avvertire in me il dolore
o lo sconforto, ma io respingo ogni
aiuto, bisognoso di silenzio.
Non preoccuparti vanamente, madre.
Rifletto scetticamente sul cosmo
spudorato. Ma tra pochi minuti
tornerò a pensare all’immanente:
sul capo, allora, una muta carezza
mi accompagnerà, scevro da paure
che non mi spettano. E sorriderò
di nuovo nel tuo sorriso, madre.
***
Mio caro amico
Mio caro amico
che a leggere t’appresti
i miei versi scevri o adorni…
non lasciarti ingannar dalle parole
che scritte vedi in superficie!
Scava, scava affondo tra i punti e le rime,
sotto le virgole e dietro gli spazi
che là, dove più periglioso si fa il cammino,
dove non osano metter piede
color che non amano lo scorrere dolce
della voce del cuore,
tu solo mi troverai.
E da quel momento in poi
sarò pronto a guidarti,
ad accompagnarti sulla via
che, fra le amarezze e le gioie della vita,
dritta conduce ai sogni di quest’uomo.
***
Poesie tratte dal libro “E finalmente… piove” di Mario De Rosa, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.


