E parlai di noi ad un fiore, credendo che mi potesse ascoltare; scandendo bene ogni parola per cercare di non annoiarlo e spostare ogni tanto il mio sguardo per veder se mi stava ascoltando. Gli raccontai del nostro folle amore; intenso come il rosso dei suoi petali; immenso come l’apertura al cielo del suo busto; timido e selvaggio come le sue foglie verdi accasciate su lor stesse. Parlai di noi a un fiore per più di un ora credendo che mi stesse ad ascoltare, nelle prime ore del mattino, quando l’aria fredda irrigidisce le tue parole. E gli raccontai ancora di come una mattina quel folle sentimento cessò come un battito d’ali di una farfalla intimidita dal sole, e ne restai ferito, accasciato come foglia morta su me stesso. Guardai il fiore per un attimo intenso e vidi che piangeva insieme a me. Non mi convincerò mai che quelle lacrime fossero rugiada.

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4 thoughts on “Un giorno parlai a un fiore

  1. Una prosa delicata…
    Il bisogno di raccontare a qualcuno di quest’amore così intenso.. A volte si può avere l’impressione che il nostro interlocutore non ci stia ad ascoltare.. salvo poi rimanere stupiti nel constatare il contrario…
    Un abbraccio
    Ars

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