Del mio canto
L’eco ancora veglia
Sul tuo corpo
Sparso nell’anse
Che risalivo
Con le mani aperte
All’odorosa foce, dove
Labbra schiuse d’acque
Vergini cantavano galassie.

Ridono gemme sul tuo petto
E le braccia nude
Nel miraggio oscillano
Danzando tra le dune.
Leggera, come gazzella fuggi
Nel giardino segreto
Della donna di Salomone.

Ebbro dei tuoi aromi,
Sfido il Ghibli
Implacabile avido predone
Dalla frusta di fuoco.
Sotto il melograno
Nel plenilunio m’appari
Fresca, vaporosa nuvola
E l’orecchio mi sfiori
Con versi d’amore,
Tocchi appena
Il plettro dell’oud:
L’armonia che nasce
Sa di miele e di latte,
La sua cadenza insiste,
Insieme alle mie dita
Sul tondo dei tuoi fianchi.

Sepolto hai il tempo
In battito di ciglia
E dal tuo sesso, beata, ripeti
Il moto inesorabile dell’onda
Che sale dalle belle reni
Alle cosce umide di luna.
Monta dagli abissi
Del mio ventre al tuo
La piena dei sensi
Già mutata in profondo tuono
Che presto cresce,
Raggiunge l’estremo acuto
Per caderti in abbandono,
Precipita più e ancora
E in agonia invoca
Il bianco fremito d’ali
Che le tue brune selve scuote
Fino l’ultima raffica.

Al grido, amore, tutta
T’inarchi e spieghi ai venti
Uno splendido vessillo.

Dentro te rinasco, e salgo
La torre d’avorio, dove
Mi specchio l’anima,
Da sempre impressa nella tua.

Dagli astri d’Oriente
Sul tuo nudo scendono
Quiete e petali di luce.

Anche l’Eterno ride.

 

© 2008, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

3 thoughts on “Dagli astri d’Oriente

  1. Cara Nicla, grazie di cuore per la tua lettura che coglie l’essenza della composizione, scritta quasi di getto e suscettibile, probabilmente, di revisione. L’ambientazione orientale, come buona parte del repertorio d’immagini, s’ispira a quello che considero il più alto poema d’amore di sempre: il Cantico dei Cantici, 117 versi che esplorano l’universo del sentimento. Ultimamente mi è capitato di leggerlo, o meglio ri-leggerlo, trovando sempre nuovi tesori da contemplare. Un’esperienza che mi permetto di consigliare a quanti seguono questo bellissimo blog (profitto per complimentarmi con Manuale di Mari, con te e tutti gli scrittori d’amore qui presenti per la qualità delle opere).
    Come l’antico poeta, non credo a un amore che non parli il linguaggio del corpo, che non coinvolga ogni fibra, ogni dimensione di chi ama.
    Ho tentato in questa composizione d’esprimere questo evitando la banalizzazione o l’edulcorazione. Soprattutto ho cercato di essere autentico.
    Un saluto affettuoso,
    Stefano Sabene

  2. Poesia di passione e delicatezza al contempo. Versi originali nella fascinazione d’amore fatta di immagini che catturano e di parole leggere come piume e forti come rocce. Come gli abissi del cuore. Incantano gli astri d’oriente, il bianco fremito d’ali, il Ghibli, “implacabile avido predone dalla frusta di fuoco” nel magma d’amore “dove vergini cantavano galassie.”

    Nicla Morletti

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