Eravamo un centinaio nell’incavo di una mano rugosa, pronti ad essere lanciati nei solchi aperti dal vomere a fecondare la terra. Per tanto tempo restammo immobili. Venne la brutta stagione. Vento, pioggia, lampi. Noi sentivamo solo il frusciare delle foglie sul terreno, il sibilo del vento che le trascinava via e il ticchettio della pioggia che le macerava lentamente. Una mattina mi svegliai e mi sentii avvolto da un freddo intenso. Trascorse tanto tempo da allora. Intanto il mio corpo si era come ingrossato, e aveva lasciato fuoriuscire due foglioline verdi che ogni giorno si allungavano verso l’alto. Finalmente l’ultimo velo di terra si schiuse e riuscii a vedere il cielo. Un grosso albero era accanto a me, e dai suoi rami verdi pendevano tanti fiori rosa. Ogni giorno crescevamo  di qualche millimetro. Il sole si faceva sempre più infuocato e le nostre spighe si erano gonfiate di grossi chicchi. Lunghi baffi neri spuntavano dalle cime. Eravamo dei veri guerrieri, il nostro era un poderoso esercito che si estendeva per tutta la pianura. Di lì a poco sarebbe venuta la trebbiatrice, e ci avrebbe falciato per fare di noi pane, farina, crusca. Sul campo sarebbero rimaste solo stoppie riarse. Ma io ero contento. Sarei servito a fare la felicità di tante persone, al alleviare la fame di tanta gente. Il mio sacrificio, insieme a quello degli altri miei compagni,  avrebbe significato gioia per l’intero villaggio. Forse è questo il vero motivo che ci fa sopportare  il vento, la pioggia, la neve, la morte, il vero motivo per cui siamo nati, l’amore.

Immagine: Mietitore – Vincent Van Gogh

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72 thoughts on “Storia di un chicco di grano

  1. Ciao Marisa, la mia forza é anche la tua forza, é la forza di tutti. Un chicco di grano non può sfamare un’intera comunità, ma una distesa che si perde a vista d’occhio sì. Il ‘Manuale di Mari’, vedi, é come un’immensa distesa di grano formata da tanti blog quanti sono i suoi autori. Le nostre emozioni, le nostre poesie, ondeggiano al vento come spighe di grano mature e sono cibo per l’anima di tutti. Grazie Marisa, continuiamo così, non disperdiamo le nostre forze, che uniti siamo un vero esercito dell’amore, siamo imbattibili. Grazie, grazie Lenio.

  2. Ciao Lenio,
    Potessimo avere la voglia e la forza di un chicco di grano … crescere per donarci, crescere in nome dell’amore! E’ il mio intento, è la mia vita, ma solo leggendo i tuoi scritti e quelli di tanti che, come te, credono nella “parola” e nella forza “di un fascio di sogni”, mi sento ancora più motivata. Grazie a te e a Manuale di Mari che ci permette di unirci nelle emozioni e provare a comunicarle.
    Ci incontreremo a Firenze, e finalmente avrò il piacere di conoscerti di persona. Ho conosciuto Marinella Fois a Casoria, ed abbiamo tanto parlato di te e dei poeti del blog. Ancora grazie Marisa

  3. Ti ringrazio, Barbara, del tuo bel commento in cui hai colto in pieno il mio pensiero. Il vero amore é quello che si dà con gioia senza pretendere niente, mentre al giorno d’oggi non si fa niente se non si ha niente in cambio. Pensa a quante coppie che si sfasciano per futili motivi, e quanto poco si dà di se stessi agli altri. A volte sono le persone all’apparenza insignificanti quelle che donano amore, vedi Madre Teresa. E’ per questo, Barbara, che dobbiamo continuare a guardare oltre l’apparenza, affiché ognuno di noi possa contribuire con la sua piccola goccia ad alimentare l’oceano della vita. Ancora grazie e a risentirci, Lenio.

  4. Complimenti.
    Questo racconto mi ha profondamente commossa. Con estrema sintesi e semplicità ricorda qual’è l’unico vero senso della vita:l’amore, un amore incondizionato che dà veramente tutto con gioia senza pretende niente in cambio.
    In chicco di grando è un po’ come la goccia nell’oceano: sembra insignificante ma senza quel chicco non ci sarebbe il raccolto!
    Davvero bravo.

  5. Hai interpretato, Ines, il mio piccolo racconto nel migliore dei modi. Si nasce per un dono d’amore e si muore dando qualcosa di se stessi agli altri. Soltanto vista in questo modo la vita ha un senso, e la morte ci fa meno paura. Ancora grazie, Ines, sono fiero di condividere con te questi profondissimi ideali e il profondo amore per la vita, a risentirci, Lenio.

  6. Ha un profondo significato, Lenio, questa piccola storia che racconta la vita di un minuscolo chicco di grano (che paragonerei all’essere che si forma nel grembo), nato da un seme d’amore. Soltanto se circondato da calore, nutrito, il piccolo chicco giungerà a maturazione e potrà a sua volta donare con amore. Complimenti (ma già ti conoscevo come delicato e validissimo scrittore!). Ines

  7. Grazie anche a te, Claudia, e al tuo bellissimo commento. Anche tu sai parlare con il cuore, e questa capacità che ci è data dobbiamo adoperarla per far capire quali sono le cose veramente importanti della vita a chi non le conosce. A risentirci, Lenio.

  8. Ciao Lenio,
    finalmente riesco a fare il commento al tuo testo.
    Sai che apprezzo molto i tuoi racconti.
    Come sempre riesci, tramite delle storie molto semplici a dar voce al senso della vita, che oggi troppe volte viene dimenticato. Credo che ognuno di noi se vuole racchiude la ricchezza e l’amore per migliorare questo mondo.
    Un chicco di grano racchiude molto di più di quello che ci appare a prima vista, racchiude il sole, l’aria , il respiro e la voglia di estirpare un pò erba cattiva.
    Il calore, la dolcezza, la luce vincono sempre il buio.
    Grazie di cuore Claudia

  9. Come sempre, Maria Luisa, tu sai arrivare al cuore delle cose. Certo non esistono solo i campi ricchi, colmi di grano e di fiori, ma anche le terre desolate dove i bambini muoiono di fame, ed é a quelle terre che io e te dobbiamo guardare, non é vero? Affinché la speranza di una vita migliore possa appartenere a tutti, affinché il dono dell’amore possa scendere su ciascuno di noi. Grazie, Maria Luisa, un abbraccio, Lenio.

  10. Ciao Lenio,
    che dire ancora di quel povero chicco di grano che tutti abbiamo sbatacchiato di quà e di là….
    Io ti ho risposto, facendo un inno alla vita, poi ho scritto la storia del contadino che ha seminato il chicco di grano, oggi voglio fare una riflessione sulla terra, nel senso, terra come campi che vengono seminati, e danno i suoi frutti, la terra dei prati dove nascono le margherite i papaveri i fiorellini gialli quelli azzurri che hanno un nome bellissimo *non ti scordar di me* , c’è la terra dei giardini dove vengono coltivati i fiori come i gerani, le rose, le dalie e tanti altri, c’è la terra che calpestiamo per camminare, c’è la terra che occupiamo per le nostre case, poi….. c’è la terra di nessuno, quella incolta e piena di ortica e di arbusti secchi, questa terra di nessuno è come alcuni cuori che non hanno
    un’anima……

    Maria Luisa Seghi

  11. Carissima Daniela, ricevere un commento così da una grande artista come te è il massimo che potevo ottenere, e stai tranquilla che le tue parole mi saranno di grande aiuto nel realizzare il mio sogno. Grazie infinite, Lenio.

  12. Questo racconto – piccolo ma di grande forza – è la quintessenza dell’umanismo e della sensibilità di Lenio Vallati, autore instancabile ed altruista che farà parlare di sè ogni giorno di più.
    Daniela Patrascanu

  13. Grazie, Ciro, del tuo commento. Tu mi dici ‘non far caso al mio pessimismo’, eppure io sento che anche tu credi in quello che credo io, e cioè nella forza prorompente dell’amore. Tu mi dici che l’uomo non ha più amore, ma allora come fai a scrivere poesie così belle e piene di sentimento? E poi a me piacciono le sfide impossibili,il trovare la speranza nel pessimismo più nero. ‘Nonostante tutto continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo’, queste parole sono di Anna Frank, la bambina alla quale l’odio degli uomini ha rubatola giovinezza. E allora, caro Ciro, basta solo trovare la chiave giusta per far vincere l’amore. Questo e tante altre cose ci racconteremo a Settembre a Pompei, a presto, un abbraccio, Lenio.

  14. Una bella metafora. Un chicco di grano che combatte nella terra per diventare spiga, grano e dare, col suo atto d’amore, la possibilità della vita: sfamare l’uomo. E’bello questo, ma l’uomo non ha più amore, non ha più certezze, vive il mondo corrotto e il lemma amore, forse, non ha più significato. Spero con forza che il sentimento acquisti il significato compiuto della vita e tu Lenio continua così, combatti, fai vincere l’amore. Vai avanti, non far caso al mio pessimismo. Ciro

  15. Carissimo Giancarlo, buone ferie dunque. E’ meravigliosa la tua risposta sai, perché anche nei silenzi, anche quando sembra che il cuore taccia, l’amore é capace di urlare forte il suo canto di solidarietà per tutti gli uomini. Se noi non lo sentiamo urlare, é forse perché corriamo troppo forte o siamo troppo occupati di noi stessi, delle nostre umane avventure. Spero davvero di incontrarti a Roma per la premiazione di Pensieri e parole, un abbraccio Lenio.

  16. Cara Annalisa, é bello ritrovarsi in questo splendido giardino dei sentimenti che é il ‘Manuale di Mari’, ed é meraviglioso ricevere il tuo sincero apprezzamento. Mi fa piacere sentire da te che le mie parole inducono alla speranza, perché ce n’é davvero tanto bisogno in questo mondo. Grazie e un abbraccio da parte mia e di mia figlia Anastasia, Lenio.

  17. Carissimo Lenio,c’è una cosa molto importante nella vita di tutti i giorni:sapere che, anche, nei silenzi di una persona,l’amore trionfa sempre. Questo racconto è l’essenza dell’amore, ciò che mi porterò dietro per difendermi dal caldo agosto e ciò che mi porterò nel cuore per allungare una mano a chi, in un momento di assoluto bisogno, la chiede.
    Sono contento di rileggerti ma soprattutto sono felice che nei momenti di silenzio, i nostri cuori continuino ad urlare.Con affetto GIANCARLO

  18. Caro Lenio,
    parole dolci e forti le tue, semplici ed alte. In ogni tuo scritto, anche breve come questo racconto, si fa largo una speranza che rincuora, così rara a trovarsi oggi.
    Che tu sia pane per molti affamati.
    Di meglio non so augurarti.
    Un caro saluto e un bacio a tua figlia da parte mia.

    Annalisa macchia

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