
“E’ bello il mare, papà”.
“Certo, figlia mia”.
“Mi piace tanto la spiaggia, e le onde che si increspano al vento. Mi piacciono anche quegli scogli lontani, e quel gabbiano che si posa dolcemente su uno di essi”.
E’ tutto bellissimo, ma io ti invito a pensare a quello che c’è oltre la spiaggia, oltre gli scogli, sotto la superficie che vedi a perdita d’occhio. Perché è laggiù, dove filtra soltanto un’idea di luce, dove la tartaruga si apre un varco tra le rocce, dove la medusa mostra il suo meraviglioso velo, che si estende il profondo mare. E’ laggiù, sai, al riparo dalle correnti marine che l’ostrica partorisce la sua preziosa perla. Un mondo multicolore di piante acquatiche e coralli, di esseri piccoli e giganteschi lo abita, regolato soltanto dalle leggi della vita. E’ quella la vera essenza del mare, la sua parte più intima, che soltanto chi la cerca riesce a vedere. Nel silenzio degli abissi sembra che il tempo non esista, e c’è una pace e un’armonia che ti invitano a riflettere sulla vera essenza delle cose. Anche dentro di noi, sai, esiste qualcosa di simile. E’ nel profondo del nostro animo, al riparo dalle mode del momento, dalle guerre, dagli odi più feroci di cui il nostro mondo non riesce a liberarsi. E’ lì che dobbiamo guardare, sempre più spesso. E’ lì, nella nicchia del nostro cuore, che l’ostrica dell’amore partorisce idee di pace.


