Discorrere lento di Laura Minniti

Lo guardo piena di meraviglia senza capacitarmi di come possa infondere sensazioni che penetrano nella sfera emozionale in forma così speciale, quasi esistesse un legame vivo da sempre, creato per sempre. Ha inizio il colloquio sincero tra una donna e un cavallo, lei Noemj, lui Rocler.

Rocler: «Grazie per avermi condotto fin qui».
Noemj: «Mi piace portarti in questo angolo di terra, tra alberi, erba e cielo. Qui posso toglierti tutto, morso, redini, staffe così puoi sentirti a tuo agio».
Rocler: «Finalmente … non che stia male nel box, ma quando le ore passano e non arrivi per condurmi all’aria aperta, sento le gambe formicolare, la polvere mi solletica il naso e spesso mi lacrima l’occhio».
Noemj: «Cerco di venire tutti i giorni, ho deciso di prendermi cura di te e voglio offrirti il meglio nei limiti del possibile! Sconcertata, mi chiedo perché sia spinta dal desiderio di parlarti».
Rocler: «Nell’inconscio di ogni essere vivente esiste un angolo di pace, il paradiso del silenzio dal quale naturalmente si è attratti. Per tanti uomini, noi cavalli, ignari di ciò che suscitiamo, siamo tramite sottile tra il dono gratuito e il messaggio che la vita offre a chi sa coglierlo spontaneamente».
Noemj: «Da sempre mi sono sentita attratta da te, perché?».
Rocler: «Probabilmente riesco a darti qualcosa».
Noemj: «E cosa mi dai?».
Rocler: «La possibilità di condividere ciò che ci appartiene».
Noemj: «Ti riferisci al mondo invisibile del sentire, all’unione dei sensi con la percezione?».
Rocler: «Proprio così, inoltre rappresento il rifugio per i tuoi pensieri. La mia immagine, il mio essere cavallo ti possono dare, per esempio, lo stesso effetto di quando sei assorta nell’ascolto della musica».
Noemj: «Tu sei musica, con gli zoccoli suoni la terra e segni il tempo in modo perfetto».
Rocler: «Quando galoppo danzo al ritmo dei miei zoccoli, al trotto scandisco un tempo più contenuto e il cielo e la terra dirigono le mie musiche».
Noemj: «Come la bacchetta dirige l’orchestra?».
Rocler: «Quando venne al mondo il primo cavallo il vento soffiò su di lui; lo stesso vento ancora oggi dirige l’orchestra della nostra vita».
Noemj: «Sai produrre una musica che mi fa sognare!».
Rocler: «Lo so, i tuoi stati d’animo arrivano magicamente al mio sentire».
Noemj: «E io avverto le tue intuizioni, non so spiegarmi come, ma le avverto come un brivido che mi pervade fino al cuore».
Rocler: «Fidati sempre delle tue intuizioni, ma tieni presente che possiamo manifestare azioni che non sempre siamo in grado di prevedere».
Noemj: «Vuoi dire che potresti farmi del male?».
Rocler: «Intenzionalmente no, ma per un qualsiasi spavento possiamo scattare inaspettatamente e data la nostra possente mole … ».
Noemj: «Ricordi quel giorno che hai tenuto tra i denti il mio dito indice? Ho sudato freddo, avresti potuto spezzarmelo invece dopo circa dieci secondi, hai mollato la presa senza lasciarmi alcun segno!».
Rocler: «Indubbiamente non volevo farti del male, piuttosto chiederti una carota».

Ognuno interpreta a suo modo le risposte che il nobile animale è in grado di fornirei; ascolto con curiosità le molteplici teorie e cerco di capire quanto giochi in tutto ciò, la presunzione dell’uomo che vuole a ogni costo primeggiare sull’animale.
Noemj: «Se penso a quante ipotesi si formulano intorno alle reazioni che voi cavalli manifestate riguardo i metodi di apprendimento … ».
Rocler: «L’uomo crede di avermi in pugno quando è soddisfatto di come rispondo ai suoi comandi, realizza un potenziale strumento di rivincita personale perché io, grande e grosso, mi sottometto alla sua volontà».
Noemj: «Alludi a quelle persone che ti adoperano per i loro scopi, senza ricordarsi che sei un cavallo con determinate esigenze?».
Rocler: «Purtroppo non tutti gli uomini rispettano la vita e le sue molteplici forme!».
Noemj: «Quando la neve cade lenta e ricopre il tuo morbido mantello, a noi sembra di sognare: se siamo bambini corriamo verso di te, se adulti, ci commoviamo e l’animo si intenerisce, se siamo vecchi, portiamo la sciarpa davanti alla bocca e ci asciughiamo le lacrime dagli occhi
Rocler: «E bello quello che dici, io e la neve, come gli alberi, la terra, l’acqua, siamo parte di un grande disegno che voi umani potete colorare col pennello dell’anima».
Noemj: «Dico sempre che quando muore un cavallo la terra perde un soffio d’aria pura, perché è questo che siete».

***
Dal libro Discorrere lento di Laura Minniti – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 p. 63

Il commento di NICLA MORLETTI

Un esordio felice questo di Laura Minniti: un discorrere lento di quieta dolcezza e bellezza. Una donna e un cavallo, lei Noemj, lui Rocler. Il cavallo l’ascolta silenzioso e devoto con quei suoi grandi occhi colmi di gratitudine, mentre la donna dall’esemplare nobiltà d’animo accarezza l’animale con dolci parole. Ed ha una voce anche lui, Rocler, statuario, forte ma anche sensibilissimo. Perché il cavallo deve subire soprusi dall’uomo, si domanda l’autrice, mentre lui invece è capace di donare amicizia pura senza invidia ed è bello senza orgoglio? Un libro scritto con il cuore che stupirà il lettore e lo farà riflettere sul rispetto che dobbiamo ai cavalli e agli animali in genere, perché creature di questo nostro universo che non meritano soprusi.

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