Lo guardo piena di meraviglia senza capacitarmi di come possa infondere sensazioni che penetrano nella sfera emozionale in forma così speciale, quasi esistesse un legame vivo da sempre, creato per sempre. Ha inizio il colloquio sincero tra una donna e un cavallo, lei Noemj, lui Rocler.

Rocler: «Grazie per avermi condotto fin qui».
Noemj: «Mi piace portarti in questo angolo di terra, tra alberi, erba e cielo. Qui posso toglierti tutto, morso, redini, staffe così puoi sentirti a tuo agio».
Rocler: «Finalmente … non che stia male nel box, ma quando le ore passano e non arrivi per condurmi all’aria aperta, sento le gambe formicolare, la polvere mi solletica il naso e spesso mi lacrima l’occhio».
Noemj: «Cerco di venire tutti i giorni, ho deciso di prendermi cura di te e voglio offrirti il meglio nei limiti del possibile! Sconcertata, mi chiedo perché sia spinta dal desiderio di parlarti».
Rocler: «Nell’inconscio di ogni essere vivente esiste un angolo di pace, il paradiso del silenzio dal quale naturalmente si è attratti. Per tanti uomini, noi cavalli, ignari di ciò che suscitiamo, siamo tramite sottile tra il dono gratuito e il messaggio che la vita offre a chi sa coglierlo spontaneamente».
Noemj: «Da sempre mi sono sentita attratta da te, perché?».
Rocler: «Probabilmente riesco a darti qualcosa».
Noemj: «E cosa mi dai?».
Rocler: «La possibilità di condividere ciò che ci appartiene».
Noemj: «Ti riferisci al mondo invisibile del sentire, all’unione dei sensi con la percezione?».
Rocler: «Proprio così, inoltre rappresento il rifugio per i tuoi pensieri. La mia immagine, il mio essere cavallo ti possono dare, per esempio, lo stesso effetto di quando sei assorta nell’ascolto della musica».
Noemj: «Tu sei musica, con gli zoccoli suoni la terra e segni il tempo in modo perfetto».
Rocler: «Quando galoppo danzo al ritmo dei miei zoccoli, al trotto scandisco un tempo più contenuto e il cielo e la terra dirigono le mie musiche».
Noemj: «Come la bacchetta dirige l’orchestra?».
Rocler: «Quando venne al mondo il primo cavallo il vento soffiò su di lui; lo stesso vento ancora oggi dirige l’orchestra della nostra vita».
Noemj: «Sai produrre una musica che mi fa sognare!».
Rocler: «Lo so, i tuoi stati d’animo arrivano magicamente al mio sentire».
Noemj: «E io avverto le tue intuizioni, non so spiegarmi come, ma le avverto come un brivido che mi pervade fino al cuore».
Rocler: «Fidati sempre delle tue intuizioni, ma tieni presente che possiamo manifestare azioni che non sempre siamo in grado di prevedere».
Noemj: «Vuoi dire che potresti farmi del male?».
Rocler: «Intenzionalmente no, ma per un qualsiasi spavento possiamo scattare inaspettatamente e data la nostra possente mole … ».
Noemj: «Ricordi quel giorno che hai tenuto tra i denti il mio dito indice? Ho sudato freddo, avresti potuto spezzarmelo invece dopo circa dieci secondi, hai mollato la presa senza lasciarmi alcun segno!».
Rocler: «Indubbiamente non volevo farti del male, piuttosto chiederti una carota».

Ognuno interpreta a suo modo le risposte che il nobile animale è in grado di fornirei; ascolto con curiosità le molteplici teorie e cerco di capire quanto giochi in tutto ciò, la presunzione dell’uomo che vuole a ogni costo primeggiare sull’animale.
Noemj: «Se penso a quante ipotesi si formulano intorno alle reazioni che voi cavalli manifestate riguardo i metodi di apprendimento … ».
Rocler: «L’uomo crede di avermi in pugno quando è soddisfatto di come rispondo ai suoi comandi, realizza un potenziale strumento di rivincita personale perché io, grande e grosso, mi sottometto alla sua volontà».
Noemj: «Alludi a quelle persone che ti adoperano per i loro scopi, senza ricordarsi che sei un cavallo con determinate esigenze?».
Rocler: «Purtroppo non tutti gli uomini rispettano la vita e le sue molteplici forme!».
Noemj: «Quando la neve cade lenta e ricopre il tuo morbido mantello, a noi sembra di sognare: se siamo bambini corriamo verso di te, se adulti, ci commoviamo e l’animo si intenerisce, se siamo vecchi, portiamo la sciarpa davanti alla bocca e ci asciughiamo le lacrime dagli occhi
Rocler: «E bello quello che dici, io e la neve, come gli alberi, la terra, l’acqua, siamo parte di un grande disegno che voi umani potete colorare col pennello dell’anima».
Noemj: «Dico sempre che quando muore un cavallo la terra perde un soffio d’aria pura, perché è questo che siete».

***
Dal libro Discorrere lento di Laura Minniti – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 p. 63

Il commento di NICLA MORLETTI

Un esordio felice questo di Laura Minniti: un discorrere lento di quieta dolcezza e bellezza. Una donna e un cavallo, lei Noemj, lui Rocler. Il cavallo l’ascolta silenzioso e devoto con quei suoi grandi occhi colmi di gratitudine, mentre la donna dall’esemplare nobiltà d’animo accarezza l’animale con dolci parole. Ed ha una voce anche lui, Rocler, statuario, forte ma anche sensibilissimo. Perché il cavallo deve subire soprusi dall’uomo, si domanda l’autrice, mentre lui invece è capace di donare amicizia pura senza invidia ed è bello senza orgoglio? Un libro scritto con il cuore che stupirà il lettore e lo farà riflettere sul rispetto che dobbiamo ai cavalli e agli animali in genere, perché creature di questo nostro universo che non meritano soprusi.

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9 thoughts on “Discorrere lento di Laura Minniti

  1. Indubbiamente il rapporto uomo – cavallo è ancestrale, universale, infinito e quotidiano. Proprio dal cavallo si può imparare come deve essere l’amore, l’amore vero, ovvero: spontaneo e disinteressato, pure se è sempre il cavallo a donare maggiore quantità e qualità d’amore all’uomo. Senza mai nulla a pretendere, in più o per maggiori prestazioni richieste. Siano esse per sport e spettacolo, per agonismo, per ippoterapia e, senza dimenticare che solo grazie al cavallo l’uomo ha scritto la storia ed ha conquistato regni e fanciulle. Complimenti per l’argomento che tratta il suo libro dal titolo: DISCORRERE LENTO. Mi piacerebbe leggerlo, considerato che sono Ippiatra. Complimenti ed auguri di ogni bene.

    1. Ho dialogato col nobile animale rivelando le mie emozioni, le mie scelte palesi e inconsce e penso che la sua professione di veterinario favorisca la comprensione di quell’invisibile legame che si instaura tra uomo e cavallo. La definirei magia,muta complicità nascosta nell’inconscio dell’essere umano. Qualcosa ci accomuna a questo meraviglioso animale,qualcosa sul filo del sentire e maggiormente coinvolti sono coloro attratti dall’armonia libera e benevola che la natura sa concedere. Mi piace leggere negli occhi del cavallo la fiaba più dolce che esista e scoprire nella sua timorosa,al tempo stesso decisa gestualità,il modo autentico con cui il semplice animale collabora con l’uomo. Uno scambio sincero di dare e avere nel quale si dà e si riceve in risposta ad un percepire attento,dettato dal puro,astratto amore senza nulla promettere o premettere. Un sano interagire col silenzio armonioso della natura. Un caro saluto.

  2. Rochr e Noemj… e chissà perchè il pensiero vola alla principessa Sissi, al suo rapporto morboso con il cavallo, unica forma di libertà di realizzazione della propria identità… Tu, Laura, dai vita a un originale colloquio con l’animale, lo umanizzi e gli dai la possibilità di esprimere la sua solitudine, il suo timore
    di essere incompreso… Rendi onore attraverso il dialogo con il cavallo al mondo degli animali, che spesso sono d’esempio a noi esseri umani…
    Dolcissima l’espressione: “quando il cavallo venne al mondo il vento soffiò su di lui…”
    Impariamo la grande sensibilità, l’intelligenza, il rispetto che caatterizza il cavallo e, come lui, molti animali.
    Credo che il tuo romanzo, Laura, sia un viaggio sugli zoccoli che sfidano il vento… Sia un gabbiano di
    Jonathan in versione narrata e dedicata all’animale che sa essere amico dell’uomo come il cane o la
    scimmia…
    Un esempio per noi uomini, per la nostra pochezza. Attuale, dolcissimo, fluido e lirico … l’incipit lascia presagire un testo superbo! Complimenti!

    1. Grazie per il commento attento e delicato, mi è piaciuta l’espressione: “credo che il tuo romanzo sia un viaggio sugli zoccoli che sfidano il tempo”! Zoccoli che sono il cuore del cavallo: “Corri cavallo/ col cuore sugli zoccoli/ che batte di vita/ che batte di esultanza/ e la criniera sussulti/ ad ogni tua morbida cadenza/./ Nell’acqua nella terra/ balla/ al ritmo delle stagioni/ al ritmo dei tuoi cuori.” Dalla raccolta “Sottile magica intesa”, poesie dedicate interamente al cavallo. Spero che gli occhi grandi di questo dolcissimo animale riescano ad accarezzare l’animo di coloro che intorno a lui percepiscono magia. E così… è nato il libro!

  3. Amo i libri in cui si parla di animali, specie quando gli si da un’anima e li si fanno interagire con quelli che poi sono i veri animali… cioè noi.
    Mi farebbe piacere poterlo leggere.
    Complimenti.
    Sabato P.

  4. Mi sembra bellissimo e decisamente insolito questo brano. Se il resto è così, complimenti! Se fosse possibile, mi piacerebbe leggerlo tutto.

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