Fino al confine di noi (Poetica_mente 2)

Quante anonime strade
flagellate dalla pioggia e dal gelo
quante aride terre 
tra i venti infuocati del Sud
quanti sterminati mari 
tra tempeste e ingannevoli bonacce
quante impervie salite dinanzi a me
Interminabile notte ad accogliere
i miei passi  lenti
irraggiungibili riflessi all’orizzonte
flebile faro per il mio cieco sguardo
Frammenti di solitudine raccoglievo
sul ciglio del sentiero
come pezzi di vetro già pronti a ferire
la mia anima esausta
Divorata da infide inquietudini 
vagabondavo senza meta 
nei meandri inesplorati
d’una mente velata dai più foschi tormenti 
interrogandomi sul perché di esistere 
Pellegrina senza tempo
raminga nella voragine dell’abbandono 
la speranza sulle spalle incurvate
 zavorra da buttar via
Camminavo stancamente
lontanissima da me
nell’assenza di illusioni
senza mai trovare ristoro
senza mai trovare pace 
 Viandante di giorni vuoti
le forze ultime a brandelli 
già pronta ad abbandonarmi
sulle impronte indelebili  
del mio vano peregrinare
l’ombra di me stessa trascinavo
stremata oramai
Fino all’istante in cui gli occhi tuoi
 s’accesero nei miei 
albori verdeggianti d’inviolate praterie
fatale bagliore
nel mio tenebroso vagare
responso ad ogni mio straziante dubbio
compiuto senso del più arcano destino
Raggiungimi ora
accogliendomi in te
inconsapevole traguardo
del mio infinito errare 
Avviamoci fianco a fianco
la tua mano nella mia
sul viale di un’assolata vita  
fino al confine di noi. 
 
Per aspera ad astra…
- Maya-

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