Innamorarsi smarriti nei boschi,
loro narrano e canora mormorano
del paradiso un’indistinta parola,
sparsi i rimorsi tra i rami e i marosi
marmorei che la giovinezza infuria
e a noi ritorna in tempo a nuove nozze
con ornarsi di sbocci e grazia e vezzi.

Son parola e labbra da fuoco e coscienza.

Parola che ansima, si apre, si plasma,
sui profumi, sui colori, sui suoni,
che danzano e ci trasportano sul fiume
alla foce dell’anima e dei sensi
e al principio ove nudi spiegheremo
le carezze e il tempo che entrambi nutrì.

Nudi di intensi cieli le carezze
nei nidi della Dea nutrice e cenere,
respiriamo nel palmo di uno sguardo
rive radiose, mattini, tramonti,
quando i tuoi seni candidi mi scaldano.

Qui l’Infinito, attoniti, ci scruta
e intitola parola allo stupore.

Parola di muta bellezza e sonora.

Parola intuita, intuita bellezza.

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3 thoughts on “Parola

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