Ci curveremo sul mare a un eremo
di infinito orizzonte
poi che s’addenseranno quiete le ombre.
Ma ora nell’aria dell’estate accesa
a ogni passo fugace si allontana
la morte e noi corriamo al tintinnare
giocoso di onde per spiagge remote.

Ogni conchiglia è nostra,
ci trattiene l’involucro di un tempo
volubile
e il colore che già volge all’autunno.

Da sempre ci sospende e ci riprende
il mutarsi dei fiori e delle foglie
e da sempre ogni sera
il sole ci saluta e se ne va
oltre l’onda che dondola le barche.

© francesco ballero – luglio 2009

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