Non posso dirti il tempo oltre le stelle
né quegli immani luoghi del silenzio.
Invece posso dirti dei deserti
o delle feste e del pianto o di guerre.
Ti posso dire i volti della fame,
le rughe d’anime aride, assetate.
E lascia che io mi consumi nel fango
o in un suono o in un canto o in una voce.
Lascia che impari l’amore che cresce.

maggio 2008

Immagine: The confession di Sir Frank Dicksee, particolare

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9 thoughts on “Lascia che impari

  1. Ringrazio tutti per il consenso manifestato per questi miei versi, scusandomi per la lunga assenza e silenzio dovuto alle vacanze, (brevi) ed ad altre impellenti questioni.
    Grazie, spero di riuscire a contattare tutti personalmente e di leggere con attenzione le vostre preziosissime opere.
    Francesco

  2. Ho seguito il suggerimento di Irene e devo dire che è stupefacente!
    Oltre a questo particolare, ebbene Francesco, non so se l’amore deve essere imparato.. o forse solo riscoperto. Ecco, se lasciassimo cadere tutte le false costruzioni a cui siamo stati abituati… l’amore è dentro di noi.. è che siamo diventati sordi, ciechi, incapaci, pieni di egoismo, di falsi idoli.. il discorso sarebbe lungo..
    E la tua poesia troppo bella 🙂

    Ti abbraccio
    Ars

  3. Il costrutto è particolare, provate a rileggerla al contrario. Dalla fine all’inizio e scorgerete altre sfaccettature poetiche di grande intensità. E’ una lirica dall’apparente semplicità ma che reca seco una profondità di pensiero notevole. Chiedo scusa per “l’incursione”, ma dovevo congratularmi con l’autore…per questa piccola perla.

    Irene L.

  4. Bellissima poesia Francesco. I versi forti ed emozionanti sono le varie sfaccettature della vita. Tu conosci il volto dell’amore e in questo testo vorresti condividerlo con i lettori, o sbaglio?

    Complimenti!

    marinella(nonnamery)

  5. Io credo, Francesco, che l’amore si possa davvero imparare. E guardando alla sofferenza di tante persone simili a noi che soffrono la fame e le guerre, possiamo cercare di aiutarle. Poesia di grande sentimento, i miei complimenti, Lenio.

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